È in atto una tenaglia diplomatica che preme anche su Israele. Ora la sfida è ricostruire la nuova autorità palestinese.
In un articolo su La Stampa, Alessia Melcangi analizza un evento di portata storica: la Lega Araba ha chiesto ad Hamas di deporre le armi e rinunciare al controllo di Gaza in favore dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP). Questa decisione segna una svolta radicale rispetto alle posizioni passate del mondo arabo, che per decenni ha mantenuto una linea intransigente nei confronti di Israele.
La svolta storica della Lega araba
La richiesta della Lega araba, sebbene abbia un impatto formale limitato a causa delle divisioni interne, assume un forte valore simbolico. È una mossa che isola Hamas e indica una chiara insofferenza verso l’escalation del conflitto. L’iniziativa è stata supportata da Paesi chiave come il Qatar, tradizionalmente vicino ad Hamas, e l’Algeria, che in passato l’aveva sostenuta apertamente. L’Arabia Saudita ha avuto un ruolo decisivo, superando la sua tradizionale prudenza diplomatica per guidare questa spinta verso la creazione di uno Stato palestinese.
La “tenaglia diplomatica” e i suoi ostacoli
Questo nuovo scenario si configura come una “tenaglia diplomatica” che opera su due fronti:Pressione su Israele: L’Unione Europea e alcuni Paesi del G7, come Francia, Regno Unito, Canada e Germania, stanno aumentando la pressione su Israele per fermare le operazioni militari, anche attraverso il riconoscimento dello Stato palestinese.
- Pressione su Hamas: Gli Stati arabi, con il supporto dell’Europa, spingono Hamas ad accettare l’autorità dell’ANP, rendendo quest’ultima l’unica entità legittimata a governare il futuro Stato.
- Tuttavia, il percorso è tutt’altro che semplice. Il portavoce di Hamas ha già respinto la proposta, definendola un’interferenza esterna. Allo stesso tempo, l’ANP si trova in una crisi profonda: un leader anziano e inefficiente, una corruzione diffusa e una continua umiliazione da parte di Israele, che mina la sua credibilità e capacità di governo. Per superare questi ostacoli, sarà fondamentale un sostegno concreto, anche finanziario, da parte dei Paesi arabi e dell’Europa per avviare una seria riforma dell’ANP.
- Non va dimenticato, inoltre, che l’attuale destra israeliana non ha alcun interesse a vedere una rinascita di un governo palestinese moderato, poiché la presunta incapacità dell’ANP serve a giustificare i suoi piani di occupazione.
- Nonostante le enormi difficoltà, l’autrice conclude che la “tenaglia diplomatica” deve continuare e diventare più incisiva per fermare la strage in corso. 1 agosto 2025





