L’articolo di Paola Peduzzi sul “Foglio” analizza la figura di Jeffrey Epstein e il suo impatto duraturo, concentrandosi sulle nuove rivelazioni che emergono grazie alle testimonianze del giornalista Michael Wolff.
La storia di Michael Wolff e Jeffrey Epstein
Wolff, noto per i suoi libri sui “mostri” della vita americana come Donald Trump e Rupert Murdoch, ha ripreso a pubblicare online estratti delle sue conversazioni con Epstein, il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019. Wolff, a sua volta descritto come un “mostro” per il suo stile giornalistico non convenzionale e talvolta controverso, sostiene di essere stato l’ultima persona ad avere contatti con Epstein prima della sua morte. Wolff non crede alla tesi del suicidio, ma allo stesso tempo dubita che l’omicidio sia stato perpetrato senza che lui ne venisse a conoscenza.
Epstein, Trump e la politica del complotto
L’articolo evidenzia come la vicenda Epstein continui a perseguitare Donald Trump, nonostante i suoi tentativi di prenderne le distanze. L’amicizia tra i due, un tempo stretta, si sarebbe incrinata per un affare immobiliare (la vendita di una villa a Mar-a-Lago) che Epstein considerava una truffa e un potenziale caso di riciclaggio di denaro. Epstein, convinto che Trump fosse dietro le indagini che lo avevano portato al primo arresto, avrebbe deciso di vendicarsi, offrendo a Wolff materiale compromettente su Trump.
La vicenda si intreccia con il mondo politico, in particolare con la campagna elettorale di Trump. Steve Bannon, suo ex stratega, avrebbe confessato a Epstein di averlo considerato una delle sue maggiori preoccupazioni già durante la campagna del 2016. Questo, unito alla recente visita dell’avvocato di Trump, Todd Blanche, a Ghislaine Maxwell in carcere, suggerisce che la questione Epstein sia tutt’altro che risolta per l’entourage dell’ex presidente.
Ghislaine Maxwell: tra vittima e mostro
La sintesi finale
L’articolo si sofferma anche su Ghislaine Maxwell, complice di Epstein, condannata a vent’anni di carcere. Gli avvocati di Maxwell cercano di presentarla come una vittima, una tesi che l’articolo definisce un’acrobazia logica, dato che anche lei è definita un “mostro”. Viene tracciato un parallelo con il padre di Ghislaine, Robert Maxwell, un potente editore la cui figura è circondata da misteri e teorie del complotto, compresi presunti legami con il Mossad. Questa eredità contribuisce ad alimentare l’idea, smentita da Wolff, che Epstein vendesse informazioni al Mossad, mentre secondo il giornalista agiva solo per i propri interessi. L’articolo conclude sottolineando come la storia di Jeffrey Epstein sia una narrazione complessa e oscura, popolata da figure controverse e segreti irrisolti. Mentre tutti i ”mostri” della vicenda (Epstein, Trump, Maxwell) tentani in qualche modo di presentarsi come vittime, le uniche vere vittime, le ragazze abusate, sono destinate a non avere un lieto fine in una storia di complotti, potere e corruzione
1 agosto 2025








