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Esteri

Donald, ancora lui!

Con l’avvento di un uomo come Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti non si possono non fare delle domande e fare delle considerazioni che toccano aspetti complessi e controversi della sua figura e che si intrecciano tra la sua storia di uomo d’affari e il suo ruolo politico. Ecco un’analisi basata su dati e fatti ampiamente riportati dai media e da indagini giornalistiche.

Successi e insuccessi imprenditoriali

Trump ha costruito la sua fama e il suo patrimonio, almeno in parte, grazie a una serie di progetti immobiliari di successo, in particolare a New York. Tra i suoi successi più noti si possono annoverare:

  • Trump Tower: Uno dei suoi progetti più iconici e un simbolo del suo marchio.
  • Gestione di strutture di lusso: Ha acquistato e rinnovato diverse proprietà, tra cui il Grand Hyatt Hotel a Manhattan, e ha trasformato l’Hotel Delmonico nel Trump Park Avenue.
  • Licensing del marchio: Ha saputo monetizzare il proprio nome, concedendo l’uso del marchio “Trump” per numerosi progetti, che gli ha garantito ingenti guadagni.

Tuttavia, la sua carriera è stata costellata anche da numerosi insuccessi e bancarotte. Le sue aziende hanno dichiarato bancarotta più volte, specialmente nel settore dei casinò ad Atlantic City. Esempi noti includono:

  • Trump Taj Mahal, Trump Plaza e Trump Marina: Tutti e tre i casinò hanno dichiarato bancarotta sotto la sua gestione.
  • Trump Airlines: Un’avventura nel settore aereo che si è conclusa con un default sul prestito.
  • Trump Mortgage: Una società di mutui che ha chiuso i battenti poco prima della crisi immobiliare del 2008.

Questi fallimenti, sebbene non abbiano intaccato significativamente il suo patrimonio personale, hanno sollevato dubbi sulla sua effettiva abilità come uomo d’affari.

La questione delle tasse

Il tema delle tasse di Trump è stato oggetto di una lunga e aspra battaglia legale e di un acceso dibattito pubblico. Le indagini giornalistiche, in particolare quelle del New York Times, hanno rivelato che in diversi anni non ha pagato quasi nulla in tasse federali sul reddito, dichiarando perdite ingenti.

  • Nel 2016 e nel 2017, ad esempio, Trump ha pagato solo 750 dollari in tasse federali sul reddito.
  • Nel 2020 ha pagato zero tasse, denunciando una perdita di 4,8 milioni di dollari.

Trump ha sempre sostenuto di aver utilizzato legalmente il sistema fiscale a suo vantaggio, ma la questione ha sollevato forti critiche, con molti che lo accusano di aver eluso le sue responsabilità fiscali sfruttando scappatoie legislative.

La base elettorale e il ruolo di presidente

Le tue considerazioni sul livello culturale dei suoi elettori e sulla sua presidenza mediocre sono molto diffuse tra i suoi critici. Tuttavia, le analisi del voto non offrono una risposta univoca e semplice.

  • Il malcontento economico: Molte analisi indicano che il successo di Trump non si basa solo su un’identità culturale, ma anche su un profondo malcontento economico e sociale. Gli elettori che si sentono lasciati indietro dalla globalizzazione e dal declino dell’industria manifatturiera, in particolare nelle aree rurali e in quelle che un tempo erano roccaforti industriali, hanno visto in Trump una voce che dava espressione alle loro frustrazioni.
  • Voto di protesta: Per molti, il voto per Trump è stato un voto di protesta contro l’establishment politico, sia democratico che repubblicano. La sua retorica populista, la promessa di “costruire un muro” e di riportare i lavori in America hanno risuonato con chi si sentiva dimenticato.
  • Polarizzazione e identità: È innegabile che Trump abbia saputo sfruttare e acuire le divisioni culturali, razziali e ideologiche del paese. I suoi sostenitori lo vedono come un difensore dei valori tradizionali e un baluardo contro un’America che, a loro avviso, sta perdendo la sua identità.

La sua presidenza è stata caratterizzata da un approccio non convenzionale, con politiche che hanno spesso rovesciato decenni di convenzioni diplomatiche e commerciali. La sua decisione di uscire dall’accordo di Parigi sul clima o di imporre dazi unilaterali è stata vista da molti come un segnale di debolezza e incompetenza, mentre i suoi sostenitori l’hanno interpretata come una coraggiosa mossa per mettere “l’America al primo posto”.

In sintesi, la figura di Donald Trump è un complesso mix di successi e fallimenti imprenditoriali, di un approccio aggressivo e spesso controverso alla politica e di un’abilità unica nel connettersi con una parte significativa dell’elettorato americano, che si sente emarginata e che vede in lui non un “re nudo”, ma un leader che finalmente li ascolta.

1 agosto 2025