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Fabio

Massimo Gramellini, nel suo “Caffè” per il Corriere della Sera, racconta la storia di Fabio Orlando, un operaio di 48 anni della Deloro, azienda metalmeccanica di Rozzano. La vicenda, definita da Gramellini come un esempio di “incomprensibile disumanità”, ha rapidamente scatenato indignazione.

Fabio ha una situazione familiare particolarmente difficile: ha due figli piccoli e la moglie invalida al 75%. Questo significa che è lui a doversi occupare della casa, dei bambini e dell’assistenza alla moglie, un compito gravoso che, nell’attuale “secolo delle solitudini”, è supportato dalla Legge 104, che prevede permessi retribuiti per l’assistenza a familiari disabili.

Il dramma di Fabio nasce da una dimenticanza: si scorda di sottoporre a revisione periodica i permessi della 104. Quando si accorge dell’errore, agisce con la massima onestà, autodenunciandosi all’azienda e all’INPS. Nonostante la sua buona fede, venerdì scorso gli viene consegnata una lettera di licenziamento con l’accusa di aver violato gli obblighi di “diligenza e fedeltà”.

La reazione di Fabio è immediata e significativa: sviene in fabbrica, un dettaglio che per Gramellini conferma l’assenza di malafede. Ancora più sorprendente è la solidarietà dei colleghi: su 193 dipendenti, 160 incrociano le braccia in segno di protesta contro quello che considerano un atto di pura “cattiveria” nei confronti di un uomo già duramente provato dalla vita.

L’azienda, al momento della pubblicazione del pezzo, non ha ancora rilasciato dichiarazioni. Gramellini auspica una pronta risposta, che sia non solo di “buon cuore”, ma soprattutto di “buon senso”.

31 luglio 2025