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Esteri

Dottrina woke, laburisti all’incasso

Articolo realizzato con Ai

Ecco una sintesi dell’editoriale di Francesco Borgonovo vice direttore de “La Verità”, “Dottrina woke, laburisti all’incasso: «Abbassare l’età del voto a 16 anni»”:

Borgonovo critica aspramente la proposta del Partito Laburista britannico di abbassare l’età minima per votare a 16 anni, definendola una mossa disperata e calcolata per ottenere voti da una generazione che si ritiene più incline all’ideologia “woke” e al politicamente corretto.

L’articolo mette in luce la giustificazione dei Laburisti secondo cui i sedicenni possono lavorare, pagare le tasse e arruolarsi nell’esercito, e quindi dovrebbero avere diritto di voto. Tuttavia, Borgonovo controbatte citando l’argomento del ministro ombra conservatore Paul Holmes, che si chiede perché i sedicenni possano votare ma non possano acquistare alcolici, sposarsi, andare in guerra o candidarsi alle elezioni.

Borgonovo sostiene che la vera motivazione di questa proposta sia quella di aumentare il consenso elettorale laburista, dato che i giovani tendono a votare a sinistra. La vede come un segno di disperazione del partito, soprattutto di fronte all’avanzata di Reform di Nigel Farage e alla ripresa dei Conservatori.

L’editoriale segnala anche un’altra controversa riforma elettorista proposta dai Laburisti: l’accettazione delle carte di credito come documenti di identità validi ai seggi. Borgonovo condanna questa pratica come un “imbroglio” che aprirebbe la strada a potenziali irregolarità, contrapponendola alla precedente opposizione del Labour all’identificazione degli elettori.

Infine, Borgonovo collega queste manovre elettorali all’influenza più ampia della cultura “woke” e a quello che definisce un “lavaggio del cervello” delle giovani generazioni. Porta ad esempio l’episodio di una dodicenne rimproverata a scuola per aver indossato una bandiera britannica durante una “Giornata della cultura” perché non celebrava la “diversità”, per illustrare la diffusione di questa ideologia nella società britannica, in particolare nell’istruzione. L’autore suggerisce che tale “indottrinamento” sia finalizzato a garantire voti futuri, nonostante la crescente reazione pubblica contro il “wokismo”.

18 luglio 2025