Contorsioni di Meloni, la destra all'assalto dell’Europa

Aumento dei prezzi dei carburanti, la Meloni sulle accise ci ripensa?

I sovranisti al governo sono costretti a darsi una regolata internazionale. Soprattutto la presidente del Consiglio, che inserisce la condanna nella nota ufficiale di Palazzo Chigi dopo l’incontro con Ursula von der Leyen. Le torsioni in politica estera sono spesso all'insegna dell'ipocrisia. E nel caso della visita della presidente della Commissione europea servono a strappare la revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza per non perdere i miliardi previsti e ottenere aiuti di Stato per contrastare il ciclopico piano statunitense di sostegno all'economia americana. Il commento di Amedeo La Mattina su Linkiesta.

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Una Norimberga «per i crimini russi», la sfida di Ursula

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Un tribunale speciale contro i crimini di guerra di Putin

L’Unione Europea vuole una Norimberga per Vladimir Putin e l’intero establishment del Cremlino. «Pur continuando a sostenere il Tribunale penale internazionale, proponiamo di istituire un tribunale speciale, sostenuto dalle Nazioni unite, per indagare e perseguire il crimine di aggressione della Russia» (...) La "Norimberga" contro Putin dovrebbe occuparsi esclusivamente del reato di «aggressione contro un altro Stato». Il commento di Nello Sclavo su Avvenire.

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Meloni deve imparare in fretta: che fare con la Ue?

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Governo Meloni, appena partito, già in difficoltà

Giorgia Meloni ha voluto affrontare subito il confronto con l’Unione europea per chiarire che il rapporto con l’Europa – considerata dalla destra sovranista “matrigna” – è in testa alle priorità del suo governo (...) Mario Draghi insieme ad altri quattordici governi aveva chiesto una serie di decisioni comuni che avrebbero potuto essere immediatamente adottate dal Consiglio su proposta della Commissione europea dato che i "quindici" costituivano una maggioranza qualificata ai sensi del trattato (...) Alcune delle richieste fatte da Giorgia Meloni a Bruxelles non trovano risposta, non perché "l'Europa è matrigna", ma perché il potere di decidere o meglio di non decidere sta nelle mani di ventisette "patrigni", che siedono nel Consiglio europeo e che difendono il principio del voto alla unanimità. Il commento di Pier Virgilio Dastolis su Linkiesta.

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