Alla Cop28 si muovono le alleanze geopolitiche dell’Asia

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Cop 28,l ’India punta a essere leader dei responsabili del sud globale

Il governo di Narendra Modi considera la sua presidenza del G20, quest’anno, un successo diplomatico. E questo perché il 9 settembre scorso, il primo giorno del summit tra capi di stato e di governo, le venti più grandi economie della terra sono riuscite a negoziare un accordo che le impegna a lavorare per triplicare la capacità globale di energie rinnovabili entro il 2030. Era quello che voleva Modi e il suo sherpa, Amitabh Kant: l’India, che insieme alla Cina è considerata una delle potenze responsabili delle emissioni globali, ha bisogno di raggiungere obiettivi diplomatici e di mettersi alla testa di una coalizione di responsabili nei confronti del cosiddetto Sud globale per essere credibile anche nelle questioni più geopolitiche. «Dare voce al Sud globale», «Risolvere insieme le più grandi sfide del mondo»,

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L’India offre al G20 la sua terza via

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Non solo Stati Uniti e Cina, ma anche l'India vuole recipate un ruolo importante

Il G20 è un’organizzazione internazionale specializzata in questioni economiche e finanziarie. Fu creato nel 1999, all’inizio del grande balzo della globalizzazione, per favorire una migliore concertazione tra le maggiori economie mondiali non partecipanti al G7, coinvolgendole nella gestione della globalizzazione globale, anche per evitare che il processo fosse considerato una “ri-colonizzazione” da parte dell’Occidente e per mantenere una maggiore rappresentatività delle decisioni concernenti i suoi compiti statutari: crescita economica e stabilità finanziaria (...) L'assenza di Xi Jinping al G 20rdi Nuova Delhi ichiederà a Modi un grande sforzo per conseguire appieno il suo obiettivo di consolidare l'influenza indiana e la sua "terza via" fra Usa e Cina nel mondo. Esso non è più bipolare, come nella guerra fredda, ma multipolare e molto più complesso da gestire, anche per il predominio nei vari Stati degli interessi di politica interna su quelli di politica estera e per la marginalizzazione di quelli globali anche per la ristrutturazione in corso nella globalizzazione. L'analisi del gen. Carlo Jean.

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Il passaggio all'India degli Usa

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Le esercitazioni congiunte di questi giorni fra la portaerei Usa Nimitz e la flotta indiana nello Stretto di Malacca e le contemporanee esercitazioni nel Mar delle Filippine fra le flotte di Canberra, Tokyo e Washington, sono la conferma verso la quale tendono le democrazie asiatiche, rafforzate dalla dichiarazione molto forte dell’Amministrazione Usa che ritiene “priva di alcuna base legale” l’occupazione militare da parte di Pechino della vastissima area del Mar Cinese Meridionale. Il commento di Gianni Vernetti su Huffington Post.

Gli Stati Uniti guardano con interesse all'India in funzione anti-Cina

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