ll pauperismo dei populisti e gli intelligentissimi a sinistra

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Il grande polverone creato sl monologo (censurato) di Antonio Scurati

Non so quanto Meloni abbia pagato i due minuti di lavoro che saranno stati necessari a elaborare una simile dichiarazione – augurandomi di tutto cuore che non sia solo farina del suo sacco – ma trovo piuttosto deprimente l’idea che nell’Italia di oggi si debba davvero spiegare, a presidenti del Consiglio e direttori di giornale, non a bambini dell’asilo, che un monologo di due minuti non corrisponde a due minuti di lavoro, che a scrivere un testo non ci vuole il tempo sufficiente a leggerlo ad alta voce e che il suo valore non si misura certo in questo modo, così come il valore di una canzone non dipende dalla sua durata (raramente superiore ai 4 minuti). Il commento di Francesco Cundari su Linkiesta.

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Meloni vorrebbe smontare l’Ue, come fare?

Si avvicinano le europee e la Meloni rischia grosso

Giorgia Meloni vuole «smontare» l’Europa. Ne ha parlato ieri al Vinitaly, facendo riferimento in particolare alle politiche ambientali e alle risorse dedicate all’agricoltura. Ne ha parlato tra tante altre cose: il pericolo di escalation in Medio Oriente, il terzo mandato dei presidenti delle Regioni, l’autonomia differenziata. Ma il messaggio più oscuro rimane quello su come vorrebbe smontare e poi rimontare l’Europa, visto che mancano meno di due mesi al voto europeo (...) L'Europa deve essere smontata. Eppure finora è proprio sulla politica estera e il suo modo di stare a Bruxelles che la leader di Fratelli d'Italia ha marcato la differenza rispetto al passato sovranista e trumpiano. Rimane invece forte, e in continuazione con quel passato, la sua avversione al Green Deal e a tutto ciò che sulla questione ambientale ha caratterizzato la maggioranza Ursula e la presenza della sinistra socialista e verde nel Parlamento europeo. È dell'altro giorno il voto contrario a Strasburgo  sulla direttiva Case Green  contro la quale hanno votato Fratelli d'Italia, Lega e la delegazione italiana di Forza Italia, in dissenso al gruppo di appartenenza del Ppe. Il commento di Amedeo La Mattina su Linkiesta.

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Un’alternativa liberal alla Meloni è possibile

Giorgia Meloni non è invincibile! Il voto in Sardegna lo dimostra

Il successo acrobatico in Sardegna dell’alleanza Pd-Cinquestelle, pur con meno voti rispetto al centrodestra e con il consenso dei grillini ridotto di due terzi rispetto alle elezioni politiche di un anno e mezzo fa, assieme alla tragicomica performance di PiuEuropa e Azione, incredibilmente alleati con comunisti e anti Nato ma non con Renzi, ha riacceso la speranza delle opposizioni di poter battere a livello nazionale la destra di Giorgia Meloni, e ha riaperto il dibattito sulle alleanze nel campo progressista per costruire l’alternativa al governo. Il commento di Christian Rocca su Linkiesta.

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