Meloni vorrebbe smontare l’Ue, come fare?

Si avvicinano le europee e la Meloni rischia grosso

Giorgia Meloni vuole «smontare» l’Europa. Ne ha parlato ieri al Vinitaly, facendo riferimento in particolare alle politiche ambientali e alle risorse dedicate all’agricoltura. Ne ha parlato tra tante altre cose: il pericolo di escalation in Medio Oriente, il terzo mandato dei presidenti delle Regioni, l’autonomia differenziata. Ma il messaggio più oscuro rimane quello su come vorrebbe smontare e poi rimontare l’Europa, visto che mancano meno di due mesi al voto europeo (...) L'Europa deve essere smontata. Eppure finora è proprio sulla politica estera e il suo modo di stare a Bruxelles che la leader di Fratelli d'Italia ha marcato la differenza rispetto al passato sovranista e trumpiano. Rimane invece forte, e in continuazione con quel passato, la sua avversione al Green Deal e a tutto ciò che sulla questione ambientale ha caratterizzato la maggioranza Ursula e la presenza della sinistra socialista e verde nel Parlamento europeo. È dell'altro giorno il voto contrario a Strasburgo  sulla direttiva Case Green  contro la quale hanno votato Fratelli d'Italia, Lega e la delegazione italiana di Forza Italia, in dissenso al gruppo di appartenenza del Ppe. Il commento di Amedeo La Mattina su Linkiesta.

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Per cosa si vota il 9 giugno

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Tutti i partiti in allarme per le prossime elezioni europee

Più che una mucca, al centro della war room europea c’è un toro, armato con atomiche, con milioni di soldati (potenziali), senza lo scrupolo di violare il diritto internazionale e gonfio di adrenalina testosteronica. Che piaccia o no, con questo animale imperialista gli europei, non solo gli ucraini, hanno e avranno a che fare chissà per quanto tempo. Purtroppo. Che piaccia o no alla maggioranza delle opinioni pubbliche continentali, la vittoria russa avrebbe conseguenze dirette sulle nostre economie. Come ce l’hanno i missili che gli Houthi lanciano sulle navi mercantili nello stretto di Bab el-Mandeb, all’ingresso nel Mar Rosso, sulla rotta marittima del canale di Suez che hanno già avuto effetti negativi nei supermercati sotto casa e sui prezzi dell’energia, a cominciare dal gas liquefatto degli Emirati che sostituisce il gas russo. E ovviamente sul nostro export: la Banca d’Italia ha valutato un crollo di almeno il sedici per cento delle esportazioni italiane. Il commento di Amedeo La Mattina su Linkiesta.

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L’impegno di Meloni per l’Ucraina e le difficoltà di governo

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Elezioni in Sardegna, una frana il destra-centro! In politica estera invece...

Giorgia Meloni definisce «incrollabile» il sostegno dell’Italia all’Ucraina nella resistenza all’aggressione russa. Nella sua maggioranza invece non è altrettanto incrollabile per la parte leghista, mentre Forza Italia è seriamente allineata alla linea del Partito Popolare europeo contro Mosca. Per sua fortuna la premier non deve passare dal Parlamento per ratificare l'accordo decennale firmato il 25 febbraio sulla sicurezza di Kyjiv (...) Non possiamo sapere quale e quanta coerenza manterrà la premier italiana, che è anche la leader dei Conservatori europei insieme ai polacchi, i più strenui avversari di Mosca. Avere scritto nell'accordo che i costi saranno coperti con il budget ordinario disponibile, senza alcun costo aggiuntivo per il bilancio dell'Italia, non è un bel segnale. Come non lo sono le parole di Antonio Tajani nelle ore in cui veniva firmato l'accordo. Il ministro degli Esteri ha detto che «il nostro accordo non sarà giuridicamente vincolante. Dal testo non derivano obblighi sul piano del diritto internazionale, né impegni finanziari. Non sono previste garanzie automatiche di sostegno politico o militare». Il commento di su Linkiesta.

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