Il gigante Piero Calamandrei ancora ci parla…

  • Pubblicato in Cultura

La figura di Piero Calamandrei, troppo spesso dimenticato

«L’avvocato deve sapere in modo così discreto suggerire al giudice gli argomenti per dargli ragione, da lasciarlo nella convinzione di averli trovati da sé. Il segreto della giustizia sta in una sempre maggior umanità e in una sempre maggiore vicinanza umana tra avvocati e giudici nella lotta contro il dolore». Un ritratto del padre costituente e dell’intellettuale che più di ogni altro ha lasciato la sua impronta nel mondo del diritto e dei diritti nel nostro paese. Il commento di Daniele Zaccaria sul sito Il Dubbio.

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Il progetto dei grillini, il totalitarismo internettiano

Un portaborse, non molto tempo fa, segnalò a Luigi Di Maio un certo Pietro Nenni. Scovata su Wikipedia una sua frase, «L’immobilismo giova alla conservazione», il ministro degli Esteri, eccitato, la usò ignorando che Nenni era la figura più lontana dal grillismo: un alfiere della democrazia come partecipazione delle masse alla costruzione della Storia, oltre che un uomo avvolto nella leggenda per coraggio e coerenza. Laddove il grillismo, anche nella versione dal volto smunto del dimaismo, è l’annichilimento progressivo della democrazia, lo svilimento della partecipazione, l’opacità del comando a-democratico. (...) Da Piero Calamandrei a Riccardo Fraccaro, da Nilde Iotti a Paola Taverna, da Aldo Moro a Vito Crimi (...) Alle origini del totalitarismo internettiano di Casaleggio padre e di Beppe Grillo c'è il postulato in versione versetto confuciano di quest'ultimo («Il M5s vuole realizzare la democrazia diretta, la disintermediazione tra Stato e cittadini, l'eliminazione dei partiti, i referendum propositivi senza quorum: i cittadini al potere») e tutto l'armamentario ideologico di Gianroberto Casaleggio ispirato a una post-democrazia che coincide con un sistema dispotico fondato sul controllo delle centrali della formazione delle coscienze: un moderno aggiornamento delle conosciutissime teorie reazionarie del Novecento.Il commento di Mario Lavia su Linkiesta.

Questa l'Italia. Ieri c'era Pietro Nenni, oggi Luigi Di Maio

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