Si discute animatamente se in Italia, fra le forze politiche, se la pressione fiscale sia aumentata o meno. Il governo sostiene che sia diminuita, le opposizioni affermano che si aumentata e che si attesti sopra il 43% , il massimo da sempre. Chi dice la verità? Cosa succede negli altri Paesi come Francia, Spagna, Germania, Polonia e Gran Bretagna?
La questione si può chiarire abbastanza nettamente distinguendo pressione fiscale complessiva, imposte pagate da determinate categorie e cuneo fiscale sul lavoro. Le tre cose vengono spesso mescolate nel dibattito politico.
La fotografia più aggiornata dell’Italia
I dati Istat più recenti, riferiti al 2025, danno questa serie della pressione fiscale complessiva:
| Anno | Pressione fiscale |
| 2022 | 41,7% |
| 2023 | 41,2% |
| 2024 | 42,4% |
| 2025 | 43,1% |
Quindi tra il 2022 e il 2025 c’è stato un aumento di 1,4 punti di PIL. Nel solo 2025 l’aumento è stato di 0,7 punti. Istat spiega che nel 2025 le entrate fiscali e contributive sono cresciute del 4,2%, contro una crescita del PIL nominale del 2,5%. Pressione fiscale nei principali Paesi, 2024
Imposte e contributi sociali in percentuale del PIL, secondo la definizione OECD.
I valori 2024 sono quelli dell’OECD, che è particolarmente utile perché consente di confrontare anche il Regno Unito con gli altri cinque Paesi usando la stessa metodologia.
Dunque: chi ha ragione?
La risposta più precisa è: entrambe le parti stanno utilizzando pezzi di verità, ma le due affermazioni nella loro forma assoluta non sono corrette.
1. «La pressione fiscale è diminuita»
Se si parla della pressione fiscale complessiva, questa affermazione non è confermata dai dati più recenti.
È vero che tra 2022 e 2023 è diminuita: dal 41,7% al 41,2%. Ma successivamente è risalita al 42,4% nel 2024 e al 43,1% nel 2025.
17 settembre 2026
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