Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Economia

Il debito pubblico italiano non si ferma, continua a crescere 1

Il debito pubblico italiano continua a crescere. Oggi (lo afferma l’orologio del debito pubblico dell’Istituto Bruno Leoni), ha superato i 3.203 miliardi di euro, con un amento di ben 461 miliardi di euro nell’era Meloni e fra qualche mese si avvicinerà pericolosamente alla soglia del 140% del nostro Pil. Siamo, insomma, il Paese gravato dal maggior debito. Qual’è la situazione in Francia, Spagna, Germania, Gran Bretagna e Polonia? E negli Stati Uniti

Sebbene l’Italia affronti una situazione complessa, le dinamiche di crescita della spesa e dell’indebitamento statale stanno colpendo in vario modo l’intero blocco delle economie avanzate.

Confronto del debito pubblico (% sul PIL)

PaeseDebito / PIL (Stima/Attuale)Dinamica / Note di Scenario
Italia~137% – 139%Pressione costante da spesa previdenziale e impatto differito dei bonus edilizi.
Francia~115% – 118%In rapida salita. Il deficit pubblico è tra i più alti dell’Eurozona, sotto monitoraggio UE.
Spagna~101% – 102%Trend in moderato calo grazie a una crescita del PIL superiore alla media europea.
Regno Unito~94% – 95%Debito ai massimi storici dai primi anni ’60, frenato da vincoli fiscali rigorosi.
Polonia~55% – 59%Tra i più bassi nell’UE, ma in crescita a causa della forte spesa per la difesa.
Germania~63% – 64%Il rigoroso vincolo costituzionale (Schuldenbremse) mantiene il debito basso rispetto ai partner.
Stati Uniti~122% (Lord) / ~100% (Nelle mani del pubblico)Il debito nominale lordo supera i 38-40 mila miliardi di $, spinto da deficit di bilancio annui elevati.

Dettaglio dei singoli paesi

Francia: è la situazione europea che preoccupa maggiormente i mercati dopo quella italiana. La combinazione di un deficit primario strutturale e di difficoltà politiche nel far passare tagli alla spesa ha spinto il debito oltre il 115% del PIL.

Spagna: nonostante un livello assoluto elevato (oltre 1.700 miliardi di euro), il rapporto Debito/PIL è sceso sotto il 102% grazie a una forte spesa turistica e alla spinta dei fondi.

Germania: rimane l’ancora di stabilità dell’Eurozona. Sebbene la sua economia affronti una fase di stagnazione industriale, il freno al debito garantisce un rapporto PIL ampiamente entro il parametro di Maastricht (60%).

Regno Unito: sta affrontando una combinazione di alta spesa per interessi e crescita anemica, che mantiene il debito a ridosso del 95% del PIL.

Stati Uniti: in termini di ammontare nominale, sono la nazione più indebitata al mondo. Tuttavia, gli USA godono del vantaggio di emettere la principale valuta di riserva globale (il dollaro), consentendo loro di sostenere deficit annui nell’ordine del 5-6% del PIL che per qualsiasi paese europeo sarebbero insostenibili.

17 settembre 2026

1 Continua