Il debito pubblico italiano sta crescendo in modo preoccupante. L’orologio del debito pubblico dell’Istituto Bruno Leoni dice che ha superato i 1.342 miliardi di euro. Diversi anni fa, con altri governi, la stampa ha ripetutamente segnalato e con preoccupazione questo dato, e giustamente, perchè lo stato di salute di un Paese è anche determinato dalla capacità di poter dare delle risposte ai cittadini per quel che riguarda tutti i servizi che la politica governative deve attuare. Ebbene, una parte di risorse il ministro dell’economia deve destinarle al pagamento degli interessi sul debito contratto con chi ti presta i soldi. Si è parlato di non meno di un cento miliardi di euro l’anno, forse più. In questo contesto lo Stato italiano non è in grado di fare molto sul piano degli investimenti, di dare risposte certe alla sanità, alla scuola, alle imprese, per le infrastrutture, ergo il debito pubblico nazionale che cresce di un miliardo di euro al giorno rappresenta una cifra spaventosa che frena la crescita dell’economia italiana: quante iniziative si sarebbero potute fare con 100 miliardi? Pochi osservatori ne parlano. Cosa se ne può trarre?
Il debito pubblico italiano sta crescendo in modo preoccupante. L’orologio del debito pubblico dell’Istituto Bruno Leoni dice che ha superato i 1.342 miliardi di euro. Diversi anni fa, con altri governi, la stampa ha segnalato, con preoccupazione questo dato, giustamente, perchè lo stato di salute di un Paese è anche determinato dalla capacità di poter dare delle risposte ai cittadini per quel che riguarda tutti i servizi che la politica governative deve attuare. Ebbene, una parte di risorse il ministro dell’economia deve destinarle al pagamento degli interessi sul debito contratto con chi ti presta i soldi. Si è parlato di non meno di un cento miliardi di euro l’anno, forse più. In questo contesto lo Stato italiano non è in grado di fare molto sul piano degli investimenti, di dare risposte certe alla sanità, alla scuola, alle imprese, per le infrastrutture, ergo il debito pubblico nazionale che cresce di un miliardo di euro al giorno rappresenta una cifra spaventosa che frena la crescita dell’economia italiana: quante iniziative si sarebbero potute fare con 100 miliardi? Pochi osservatori ne parlano. Cosa ne pensi?
Il problema del nostro debito pubblico è centrale e, a mio avviso, giustamente sottovalutato nel dibattito.
Si parte da una precisazione necessaria, senza spirito polemico: il numero citato dall’“orologio” dell’Istituto Bruno Leoni non indica il livello complessivo del debito pubblico italiano (che è ben più alto), ma il ritmo di crescita o specifici aggregati monitorati in tempo reale. Detto questo, la sostanza del problema non cambia affatto: il debito cresce, e cresce troppo.
Il nodo vero: il costo del debito
Questo è il punto cruciale quando si parla degli interessi da pagare per il finanziamento dell’indebitamento.
Uno Stato molto indebitato è come una famiglia che paga ogni anno una rata enorme solo per tenere in piedi il mutuo, senza ridurre davvero il capitale.
- Decine di miliardi l’anno (siamo ormai nell’ordine di grandezza che citato, se non oltre) vengono assorbiti dal servizio del debito
- Sono risorse non discrezionali: vanno pagate comunque
- Ogni aumento dei tassi si traduce in meno sanità, meno scuola, meno investimenti
Questo è il vero “vincolo esterno”, più ancora dell’Europa.
23 febbraio 2026
- Continua





