Ettore Boffano ha pubblicato un articolo su Il Fatto Quotidiano in cui si concentra sul ruolo centrale, sebbene postumo, dell’avvocato svizzero Peter Hafter – un noto “gnomo” dei Panama Papers e “mago dei paradisi fiscali” – nella complessa battaglia legale sull’eredità di Marella Caracciolo Agnelli.
Punti chiave della vicenda:
- La figura di Hafter: Peter Hafter, deceduto di recente a 94 anni, è stato un avvocato d’affari di fiducia di importanti famiglie e una figura chiave per l’allestimento di società offshore. Nonostante la sua morte, la sua strategia è al centro dei quattro processi in Svizzera e dell’inchiesta della Procura di Torino, che vede indagati John, Lapo e Ginevra Elkann per truffa ai danni dello Stato.
- La contesa ereditaria: la lite tra Margherita Agnelli e i figli Elkann verte sulla validità della residenza elvetica di Marella Caracciolo, cruciale per legittimare il testamento che designa i nipoti come unici eredi. Margherita contesta il rispetto del requisito dei “sei mesi più un giorno” di permanenza in Svizzera.
- Il “cervello” della residenza fittizia: documenti sequestrati dalla Procura di Torino indicherebbero Hafter come il “vero cervello” dietro la costruzione di una residenza fittizia in Svizzera.
- I consigli agli Elkann: nel 2011, Hafter inviò una mail a John Elkann per suggerire una rapida registrazione di Marella nel Canton Berna, avvertendo di non dare l’impressione di un “possibile piano nascosto.”
- Letti freddi: nel 2012, consigliò di assumere una persona per gestire la villa di Lauenen, temendo che la casa vuota (chiamata “letti freddi” in Svizzera) potesse compromettere la strategia di residenza.
- Testamento e dichiarazioni: Hafter fu testimone per il testamento svizzero di Marella del 2011 e per le successive aggiunte. Arrivò a predisporre bozze di modifiche testamentarie in cui Marella doveva affermare chiaramente di aver “stabilito il proprio domicilio a Lauenen” per confermare il proprio “centro d’interessi” in Svizzera, correggendo una parte del testo su richiesta di Elkann per evitare problemi “diplomatici.”
- Autobiografia come strumento: l’articolo menziona che John Elkann avrebbe “supervisionato e controllato” la pubblicazione dell’autobiografia di Marella (Ho coltivato il mio giardino, 2014), introducendo “affermazioni false sugli spostamenti” della de cuius per consolidare l’idea del suo “centro d’interessi” in Svizzera, un dettaglio strategico suggerito dallo stesso Hafter.
In sostanza, l’articolo descrive come l’esperienza di Peter Hafter nei paradisi fiscali sia stata utilizzata per costruire una complessa architettura legale e di fatto finalizzata a stabilire fittiziamente la residenza svizzera di Marella Caracciolo, con implicazioni dirette sulla validità della sua eredità.
1 dicembre 2025





