Matteo Persivale ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo nel quale descrive la vicenda di Stars and Stripes, storico quotidiano delle forze armate americane, come un caso emblematico dello scontro tra il Pentagono di Pete Hegseth e l’indipendenza dell’informazione militare.
Scrive Persivale: ”Il giornale opera all’interno del ministero della Difesa ma ne è editorialmente separato e la sua indipendenza è (o meglio: dovrebbe essere) salvaguardata dal Congresso. Indipendenza storica — per statuto e tradizione — che è elemento fondamentale della sua credibilità. Indipendenza assai mal vista dal ministro Pete Hegseth: al punto che a gennaio il Pentagono aveva avviato un processo per «modernizzare» il quotidiano, e «riorientare il suo contenuto» in base alla disciplina militare (cioè, tradotto dal politichese: eseguire gli ordini)”.
E prosegue: ”La purga avviene — la coincidenza è spiacevole — subito dopo le cronache di Stars and Stripes sulle condizioni molto preoccupanti dell’equipaggio della portaerei Lincoln che era rimasta bloccata in Medio Oriente per nove mesi (un record), tra guasti degli impianti a bordo e perfino tentativi di suicidio tra i cinquemila membri dell’equipaggio (uno dei quali si era buttato a mare, poi salvato). L’altroieri la Lincoln è stata rimpiazzata dalla Washington, e sta tornando a casa”.
Fondato nel 1861, il giornale opera formalmente nell’ambito del Dipartimento della Difesa, ma gode per legge e tradizione di una significativa autonomia editoriale, garantita dal Congresso. Proprio questa indipendenza è diventata però sgradita a Hegseth, che da gennaio ha avviato un progetto per «modernizzare» e «riorientare» il giornale, traducibile secondo Persivale nella volontà di renderlo più obbediente alla linea del ministero.
La progressiva presa di controllo del giornale è passata attraverso la rimozione del garante dei lettori e la nomina di un esponente del Pentagono ai vertici della società editrice. Infine Hegseth ha licenziato il presidente Max Lederer, il direttore Erik Slavin e la corrispondente dal Medio Oriente Lara Korte, accusandoli di «insubordinazione». La loro colpa sarebbe stata soprattutto quella di aver difeso pubblicamente l’autonomia editoriale di Stars and Stripes, considerandola una vera e propria «linea rossa».
Particolarmente significativa è la tempistica della purga: il giornale aveva appena pubblicato inchieste molto critiche sulle condizioni dell’equipaggio della portaerei USS Abraham Lincoln, rimasta per nove mesi in Medio Oriente, tra guasti, forte stress e persino tentativi di suicidio. La coincidenza, sottolinea Persivale, rende ancora più inquietante l’intervento del Pentagono.
Il punto centrale dell’articolo è dunque il rischio che la subordinazione di Stars and Stripes alla leadership militare trasformi un giornale nato per informare liberamente i militari in uno strumento di comunicazione del Pentagono. Per Persivale, la vicenda non riguarda soltanto alcuni licenziamenti, ma mette in discussione un principio fondamentale: la credibilità dell’informazione dipende dalla sua capacità di raccontare anche ciò che i vertici preferirebbero non fosse raccontato.
23 agosto 2026





