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Editoriali

Se l’Ucraina è già integrata nella difesa Ue

L’ambasciatore Giampiero Massolo ha pubblicato sul Corriere della Sera un editoriale nel quale sostine che in Ucraina la guerra non finisce. I rischi di escalation e di allargamento si intravvedono. Le difficoltà delle due parti si manifestano. Gli Stati Uniti pur distratti dall’Iran tornano ad interessarsene. E soprattutto: è davvero possibile per i Paesi europei tirarsene fuori come qualcuno vorrebbe o è solo retorica?

Scrive Massolo: ”In Ucraina la guerra non finisce. I rischi di escalation e di allargamento si intravvedono. Le difficoltà delle due parti si manifestano. Gli Stati Uniti pur distratti dall’iran tornano ad interessarsene. E soprattutto: è davvero possibile per i Paesi europei tirarsene fuori come qualcuno vorrebbe o è solo retorica?”

E prosegue: ”Andarsene per davvero, allora? Se all’Europa non resta realisticamente che rafforzare le proprie difese e mitigare le criticità, abbandonare Kiev è un’opzione superata dai fatti. Piaccia o no, occorre constatare che l’Ucraina e il suo esercito per capacità e inter-operabilità sono ormai parte integrante della difesa del Continente europeo e partner delle nostre industrie. Lo testimonia la fitta rete di intese bilaterali che lega Kiev ai Paesi europei anche senza formali passi avanti nei processi di integrazione europea e atlantica. Lo hanno ben capito, con occhio vigile alle reciproche convenienze, i «volenterosi»: chi sostiene l’abbandono, ritiene davvero che l’Italia possa fare da sola?

Durata e prospettive del conflitto: la guerra proseguirà fino a quando Putin non riterrà i costi superiori ai benefici di una tregua o fino all’esaurimento di entrambi i belligeranti. Entrambe le ipotesi rimangono tuttavia lontane.

Rischi di escalation ed estensione: l’escalation nucleare tattica rimane un’opzione per la Russia se messa all’angolo, mentre l’allargamento del conflitto mediante l’aggregazione del fronte ucraino a quello iraniano resta uno scenario remoto grazie al canale aperto tra Washington e Mosca.

Stallo e ruolo degli Stati Uniti: lo stallo attuale mette a nudo le debolezze di entrambe le parti (carenza di truppe e difesa antiaerea a Kiev; impatto del conflitto sulla popolazione in Russia). Senza la mediazione degli Stati Uniti non è possibile giungere a una soluzione negoziale.

L’inefficacia dell’Europa da sola: gli Stati europei sono troppo deboli per risolvere il conflitto autonomamente e troppo schierati per fare da mediatori. Un tentativo autonomo permetterebbe a Mosca di dividere il fronte europeo.

L’Ucraina come parte integrante della difesa europea: disimpegnarsi da Kiev è un’opzione impraticabile e superata dai fatti. L’Ucraina e la sua forza militare sono già de facto parte integrante della difesa del Continente e partner strategico dell’industria bellica europea, come dimostrato dalla fitta rete di accordi bilaterali stretti anche in assenza di un formale ingresso nell’UE o nella NATO.

9 agosto 2026