Irene Famà ha pubblicato su La Stampa un articolo sulla anomala transazione da oltre cento milioni di euro con cui il governo ha chiuso in fretta e furia la causa civile con la ditta JC Electronics Italia. Gli atti sono “segreti”! O perlomeno riservati. E se il Senato vuole consultarli, deve attendere la richiesta della commissione parlamentare d’inchiesta Covid e il via libera della presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento di protezione civile. Il ministro della Salute Orazio Schillaci risponde così al senatore Pd Francesco Boccia che, circa tre settimane fa insieme ad altri colleghi, aveva presentato un’interrogazione urgente chiedendo gli atti relativi alla transazione: l’accordo, il parere dell’Avvocatura dello Stato, i documenti dell’appello e della sospensiva, la documentazione istruttoria, la corrispondenza intercorsa tra le parti, gli atti relativi alla copertura finanziaria e al pagamento.
Scrive Famà: ”Schillaci, a voce, si fosse reso disponibile. «Non c’è nulla da nascondere», avrebbe assicurato. E nella risposta inviata l’altro ieri al senatore, che La Stampa ha avuto modo di visionare, ribadisce: «Mi dichiaro sin d’ora disponibile a rinunciare ad avvalermi del segreto”.
E prosegue: ”I documenti restano chiusi nei cassetti. Questo non è accettabile». Diversi addetti ai lavori sollevano un’ulteriore questione, procedurale e di opportunità: «Non è usuale, in questi casi, che un ministro chieda il parere dell’Avvocatura dello Stato. Soprattutto se questa è parte in causa nella vicenda».
E ancora: ”La faccenda ruota intorno a una maxi fornitura di mascherine Ffp2 della JC Electronics di Dario Bianchi, imprenditore vicinissimo a Fratelli d’Italia e, nella commissione d’inchiesta, principale testimone della maggioranza. Dopo una serie di vicissitudini e anomalie, la fornitura era stata bloccata perché i dispositivi erano stati ritenuti irregolari. E la vicenda era finita davanti al tribunale civile di Roma”.
Il governo ha stipulato una transazione da oltre 100 milioni di euro per chiudere una causa civile con la JC Electronics Italia (società guidata da Dario Bianchi, imprenditore vicino a Fratelli d’Italia). La controversia riguardava una maxi-fornitura di mascherine Ffp2 bloccata durante la pandemia poiché ritenuta non a norma. In primo grado, il Tribunale civile di Roma aveva riconosciuto alla società un risarcimento di 200 milioni; l’esecutivo ha poi scelto di accordarsi per la transazione senza attendere l’esito del giudizio di appello
La richiesta di atti e il blocco del Ministero
- L’interrogazione dell’opposizione: il senatore del PD Francesco Boccia e altri parlamentari hanno presentato un’interrogazione urgente al ministro della Salute Orazio Schillaci per visionare tutti i documenti dell’accordo (parere dell’Avvocatura dello Stato, atti dell’appello, corrispondenza e coperture finanziarie).
- La risposta di Schillaci: il ministro si è detto a voce disponibile a non avvalersi del segreto, ma ha allegato alla risposta un parere di cinque pagine dell’Avvocatura dello Stato.
- Il vicolo burocratico: secondo l’Avvocatura, alcuni atti del fascicolo civile hanno profili di riservatezza e possono essere richiesti soltanto dalla Commissione parlamentare d’inchiesta Covid, previa autorizzazione del Dipartimento della Protezione Civile (Palazzo Chigi).
Le polemiche e i dubbi procedurali
L’accusa di Boccia: il senatore PD sostiene che il governo stia usando la Commissione d’inchiesta come pretesto per bloccare i documenti nei cassetti e sottrarsi al controllo parlamentare, mentre la commissione stessa dichiara di non potersene occupare.
Dubbi di opportunità: diversi addetti ai lavori evidenziano un’anomalia procedurale nel fatto che il ministro abbia richiesto un parere all’Avvocatura dello Stato, dato che l’Avvocatura stessa è parte in causa nella vicenda.
9 agosto 2026





