Alberto Simoni ha pubblicato su La Stampa un articolo in cui scrive che una giudice federale, Trina Lynn Thompson, nominata da Biden nel 2022, ha emesso un provvedimento intimando ai vertici dell’Amministrazione di smetterla con le minacce di denunciare funzionari elettorali e addetti ai seggi impegnati nel conteggio delle schede e della valutazione della regolarità delle liste elettorali.
Scrive Simoni: “A sollevare il caso in tribunale sono stati i sindacati dei lavoratori e alcune associazioni per i diritti civili. Secondo la giudice Thompson l’Attorney General Todd Blanch nonché il segretario della Homeland Security Markwayne Mullin, «hanno probabilmente violato» il Voting Right Act e sono andati oltre la loro autorità poiché il potere nelle elezioni per il Congresso, spetta agli Stati e non al governo federale. Arriverà con tutta probabilità il ricorso da parte dell’Amministrazione, ma il pronunciamento è importante perché se da una parte prova a contenere le operazioni di Trump e del suo Gabinetto di interferire nelle elezioni, dall’altra ricorda che la questione è sempre molto calda”.
E prosegue: “Intanto l’Fbi sta indagando in Alaska se Mary Peltola, candidata democratica al Senato, ha aiutato a reclutare l’insegnante in pensione Dan Sullivan, omonimo del senatore repubblicano in gara. Ieri Donald Trump ha tenuto cinque comizi virtuali da Mar-a-Lago; oggi sarà nuovamente in viaggio fra Kansas e Iowa dove i candidati repubblicani per il Senato sono appaiati ai democratici. Lo snodo delle Midterm passa dal Michigan dove nelle ultime 48 ore i nodi legati alla candidatura di Abdul El Sayed stanno venendo al pettine”.
Stop alle pressioni sugli scrutatori: una giudice federale ha temporaneamente bloccato i vertici dell’Amministrazione Trump (in particolare l’Attorney General Todd Blanche e il Segretario alla Sicurezza Interna Markwayne Mullin), stabilendo che le minacce di denuncia contro i funzionari elettorali violano probabilmente il Voting Rights Act. La competenza sulle elezioni congressuali spetta infatti ai singoli Stati e non al governo federale.
Vittoria per i democratici e ricorsi: Il governatore della California, Gavin Newsom, ha esultato per la decisione. Il pronunciamento si inserisce in un clima di forti tensioni in vista delle Midterm, con l’Amministrazione Trump che ha cercato di far scartare schede considerate “dubbie” (es. in California) e con l’FBI che indaga su presunte irregolarità in Alaska (come il caso del candidato “fake Sullivan”).
Tensioni interne e corse decisive:
Michigan: il democratico Abdul El-Sayed affronta una corsa incerta contro il repubblicano Mike Rogers, appesantita da divisioni interne al partito legati alle sue posizioni su Israele.
Iowa e Kansas: Trump è impegnato in comizi a sostegno dei candidati repubblicani al Senato in testa a testa con i democratici.
Il clima politico: secondo il sondaggista Frank Luntz, le Midterm saranno guidate dal tema del costo della vita (affordability), configurandosi come un voto contro l’operato dei repubblicani e di Trump piuttosto che a favore dell’agenda democratica.
1 novemre 2026





