Il mondo assiste quasi inebetito al discorso del presidente degli Stati Uniti davanti all’assemblea delle Nazioni Unite. I più dicono: ”Ma il presidente c’è con la testa? Il dubbio assale i gli uomini politici più avveduti e le critiche, sotto sotto, si fanno un’autostrada.
Per quanto riguarda il discorso, le reazioni possono variare molto a seconda di chi lo ascolta e della sua prospettiva. Alcuni potrebbero interpretare certe dichiarazioni come audaci e dirette, mentre altri potrebbero vederle come non convenzionali o controverse.
Dice Trump: «Qual è lo scopo delle Nazioni Unite? Ho sempre detto che hanno un incredibile, incredibile potenziale. Ma non lo stanno realizzando neanche lontanamente». Nel suo discorso all’assemblea Donald Trump ha dichiarato di aver risolto ben «sette guerre», svolgendo il lavoro che dovrebbe fare l’Onu, senza mai ricevere una telefonata o una mano da Palazzo di Vetro. Continua il presidente Usa: «Peccato che queste cose le ho dovute fare io, anziché le Nazioni Unite. E non hanno mai cercato di aiutare.Quello che sembrano fare è scrivere lettere dure senza darvi seguito. Le parole vuote non risolvono le guerre».
La percezione e l’analisi del discorso di Donald Trump alle Nazioni Unite variano notevolmente tra i media e i commentatori, sia negli Stati Uniti che a livello internazionale. Non esiste un’opinione univoca, ma si possono individuare diverse linee di pensiero prevalenti
Critiche e preoccupazioni comuni:
- Anti-multilateralismo e “America First”: molti commentatori, specialmente in Europa, hanno criticato il discorso per il suo forte approccio “America First”. Lo hanno interpretato come un attacco al multilateralismo e alle istituzioni internazionali, in particolare alle Nazioni Unite stesse. La retorica di Trump, che spesso mette in discussione il ruolo e l’efficacia dell’ONU, viene vista come una minaccia alla cooperazione globale.
- Toni aggressivi e divisivi: i media hanno spesso sottolineato i toni aggressivi, nazionalisti e divisivi del discorso. Alcuni lo hanno definito un “comizio” piuttosto che un intervento diplomatico, notando come Trump abbia usato il podio dell’ONU per riproporre temi della sua campagna elettorale, come l’immigrazione e le accuse a Cina e altri Paesi.
- Negazionismo climatico: uno degli aspetti più criticati del discorso, specialmente da parte di testate europee e ambientaliste, è il negazionismo dei cambiamenti climatici. Le dichiarazioni di Trump, che ha definito il fenomeno una “truffa”, sono state viste come un ostacolo agli sforzi internazionali per affrontare la crisi climatica.
- Mancanza di una visione strategica: alcuni analisti hanno evidenziato una mancanza di visione strategica a lungo termine. Il discorso è stato descritto come un mix “confuso” di sovranismo, affarismo e anti-globalismo, senza una chiara indicazione del ruolo che gli Stati Uniti intendono giocare sul palcoscenico mondiale, se non quello di difendere i propri interessi nazionali in modo unilaterale.
- Critiche sull’immigrazione: l’approccio di Trump all’immigrazione, con affermazioni secondo cui l’ONU “sostiene l’immigrazione illegale”, ha suscitato reazioni negative, venendo interpretato come una retorica che demonizza i migranti.
Reazioni meno critiche e interpretazioni alternative:
- Voce fuori dal coro: alcuni commentatori, in particolare tra i sostenitori di Trump, hanno visto il suo discorso come un atto di coraggio e onestà. Hanno apprezzato il fatto che abbia sfidato lo “status quo” diplomatico, parlando in modo diretto e senza i formalismi tipici delle Nazioni Unite.
- Critiche “legittime” all’ONU: alcuni hanno considerato le critiche di Trump all’ONU come “legittime e condivisibili”, in particolare per quanto riguarda l’efficacia dell’organizzazione in conflitti come la guerra in Ucraina o per la gestione di alcune crisi internazionali.
- Focus sugli interessi nazionali: in un’ottica pragmatica, il discorso è stato interpretato come una chiara affermazione della volontà di Trump di mettere gli interessi americani al primo posto. Questa prospettiva vede la sua retorica come una strategia per riaffermare la “supremazia” economica e geopolitica degli Stati Uniti.
In sintesi, la reazione al discorso di Trump è stata estremamente polarizzata. Mentre una parte della stampa e degli analisti lo ha descritto come “inquietante” e “pericoloso” per la stabilità internazionale, altri lo hanno visto come un necessario risveglio per il sistema multilaterale e un’affermazione di una nuova leadership statunitense.
24 settembre 2025





