Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Arte e Cultura

L’allarme sulle narrazioni russe nei libri di testo italiani arriva in Senato

Sul sito Formiche viene pubblicato un interessante articolo sul rapporto dell’Istituto Gino Germani, presentato in Senato su iniziativa del senatore Marco Lombardo che non poteva che accendere i riflettori sulle narrazioni strategiche russe presenti nei manuali scolastici italiani per la scuola media.

Lo studio, condotto da Massimiliano Di Pasquale, ha analizzato 28 testi e ha rilevato che nessuno era completamente privo di narrative filo-Cremlino. Queste includono la rappresentazione del Donbass come russofona e l’origine russa di Kyiv, contribuendo a un “impianto ideologico” che legittima l’invasione russa.

Iryna Kashchey ha sottolineato che la propaganda russa è abile nell’utilizzare strumenti democratici come la libertà di scrittura degli autori, ma una volta che i libri arrivano agli studenti, condizionano il loro pensiero critico. Luigi Sergio Germani ha inquadrato il fenomeno nella più ampia “guerra cognitiva”, una strategia ibrida che mira a minare la coesione delle democrazie.

Iryna Kashchey, giornalista di Rainews, ha reso concreto l’impatto: “Non abbiamo trovato nessun libro totalmente privo di narrative del Cremlino. Ogni errore narrativo va in direzione pro-Russia, rafforzando la sua immagine e legittimando le ragioni dell’invasione”. Testi che descrivono l’Ucraina come un Paese povero e corrotto, ridotto a produttore di armi, “dati che non corrispondono alla realtà e che costruiscono un vero impianto ideologico”. A margine dell’evento, Iryna Kashchey ha spiegato il paradosso della propaganda russa. Mosca “è molto abile nell’utilizzare i canali e gli strumenti della democrazia. Così come la libertà di pensiero degli autori di testo, liberi di scrivere qualsiasi cosa. Ma una volta che quel testo arriva agli studenti, la democrazia finisce, devono studiare su quei libri. È lì che si forma, o si condiziona, il pensiero critico delle nuove generazioni. E quei ragazzi saranno i futuri politici e i futuri elettori”.

L’ex ambasciatore Pier Francesco Zazo ha evidenziato la vulnerabilità dell’Italia a questa disinformazione, sollecitando l’adozione di misure nazionali ed europee per contrastarla. Il rapporto, in conclusione, sottolinea la necessità di un investimento culturale e democratico per rafforzare la resilienza cognitiva dello Stato.

24 settembre 2025