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L’articolo di Carlo Verdelli, “BULLI E DRAGONI”, apparso oggi sul Corriere della Sera, descrive la pericolosa e rapida semplificazione dell’equazione geopolitica mondiale, che sta mettendo a rischio l’esistenza stessa dell’Unione Europea e del diritto internazionale.
La dichiarazione di guerra commerciale di Trump
L’articolo evidenzia come Donald Trump abbia dichiarato una vera e propria guerra commerciale all’Europa, con l’imposizione di dazi del 30% a partire dal 1° agosto, accompagnata da una minaccia diretta alla presidente Ursula von der Leyen: qualsiasi ritorsione europea sui dazi comporterà un’ulteriore percentuale aggiunta alla tariffa americana. Questa mossa, definita “mortale” per la sua intransigenza, non lascia margini di trattativa e spinge l’Europa alla resa.
Per l’Italia, in particolare, questa politica daziaria avrebbe un impatto devastante, nonostante l’attuale governo Meloni-Salvini si sia schierato con gli Stati Uniti. I danni stimati superano i 150 miliardi di euro e mettono a rischio 180.000 posti di lavoro. L’articolo sottolinea l’ironia di una fedeltà storica e politica che verrebbe “premiata” con una batosta economica e sociale.
L’Ascesa Silenziosa del “Fattore Xi”
Nel contesto di questa aggressione americana, emerge la figura del presidente cinese Xi Jinping, che, secondo Verdelli, ha tutto da guadagnare da questo scenario. Mentre Trump si mostra con atteggiamenti egocentrici, Xi, con calma glaciale, lancia “siluri” verbali altrettanto allarmanti. Al forum sulla Governance globale, Xi ha richiamato la Storia come maestra severa, citando la caduta degli imperi (spagnolo, francese, britannico) quando hanno dimenticato le loro origini, per poi rivolgere un implicito ma chiaro messaggio agli Stati Uniti.
Xi descrive gli USA, potenza dal 1945, come già affaticati, con instabilità interna e crisi di fiducia. La Cina, invece, si presenta non come un impero, ma come una civiltà capace di rigenerarsi, che punta a “durare” piuttosto che a “dominare”, esportando infrastrutture e accordi invece di ideologie o imposizioni di governi. Il messaggio per l’Occidente è chiaro: la stabilità non può più essere garantita dall’alleanza Atlantica. L’Europa dovrebbe “girare la bussola verso est” e ripensare le sue alleanze prima che sia troppo tardi, perché la Cina “non ha fretta, il tempo è dalla nostra parte”.
L’offerta cinese e il dilemma europeo
L’offerta cinese, sebbene non prometta democrazia o diritti, garantisce ordine e mira a estendere i propri interessi, a volte a discapito dell’ospite. Le “mattane di Washington” hanno spinto l’Europa nei radar di Pechino. Di fronte ai dazi triplicati da Trump, la linea che sembra prevalere in Europa è quella di evitare uno scontro frontale. Tuttavia, l’articolo si interroga sulla reale capacità dell’Europa di mostrare la compattezza e la durezza necessarie per affrontare queste sfide, dato che precedenti risposte ferme (come quelle di Cina e Gran Bretagna) hanno convinto Trump a più miti consigli.
Il Pericolo Imminente
L’articolo conclude con un monito severo: l’Europa è stretta nella morsa tra il “Bullo” (Trump) e il “Dragone” (Xi Jinping) e non è mai stata così in pericolo. Si prospettano spaventose crescite di inflazione e recessione. Se prevarrà una logica del “si salvi chi può”, nessuno si salverà e l’Europa rischia di retrocedere a un ruolo di vassallo di Washington o di Pechino.
In sintesi, Verdelli dipinge un quadro di grave incertezza geopolitica, con l’Europa schiacciata tra l’aggressività commerciale americana e la strategica espansione cinese, senza una chiara via d’uscita che possa garantirne la sovranità e la prosperità.
15 luglio 2025





