Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Esteri

Starlink rallenta i droni degli ucraini: «I limiti introdotti senza preavviso»

Marta Serafini ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo nel quale scrive che l’Ucraina ha denunciato che la connessione garantita fino a ieri dal sistema Starlink si perde oltre i 160 chilometri orari. Non è un blackout totale. Le comunicazioni tra le postazioni fisse continuano a funzionare. Le restrizioni riguardano soprattutto Starshield, il comparto militare e governativo sviluppato da Spacex a partire dalla tecnologia di Starlink. Mentre Starlink è una rete commerciale per l’accesso a internet via satellite, Starshield offre collegamenti protetti e servizi destinati alla difesa, all’intelligence e alle istituzioni pubbliche. In Ucraina viene usato anche per mantenere il contatto con i droni in volo, trasmettendo i comandi degli operatori e rimandando a terra immagini e dati.

Scrive Serafini: ”Il 7° Corpo di reazione rapida dell’esercito ucraino ha riferito perdite di segnale di 1020 secondi già a 110-120 chilometri orari. Rallentare per restare collegati espone i velivoli alla contraerea russa; accelerare significa rischiare di perderne il controllo. Nel settore di Huliaipole, sul fronte sud est, alcune sortite sono state cancellate. Non si tratta quindi di un guasto marginale: nella guerra dei droni anche pochi secondi senza collegamento possono impedire il decollo, far fallire un attacco o causare la perdita del velivolo”.

E prosegue: ”Si tratta di un’anomalia strategica: un imprenditore privato può incidere sul corso di una guerra tra Stati. Elon Musk non decide da solo la strategia militare americana e una parte dei sistemi Starshield è fornita attraverso contratti con il Pentagono. Ma Spacex possiede e gestisce l’infrastruttura satellitare, il software e le condizioni tecniche di accesso. Una modifica decisa dall’azienda — il limite alla velocità dei terminali, la riduzione della copertura o la disattivazione di determinate funzioni — può cambiare in poche ore ciò che un esercito riesce a fare sul campo”.

Per concludere: ”Questa concentrazione di potere riduce l’autonomia di Kiev e complica anche quella dei suoi alleati. La Polonia e altri Paesi finanziano migliaia di terminali, ma circa 3 mila apparati Starshield sarebbero forniti dal dipartimento della Difesa statunitense. Secondo Ropcke, Varsavia non potrebbe quindi riattivare autonomamente le funzioni ad alta velocità: servirebbe un intervento degli Stati Uniti e, in concreto, di Spacex”.

L’articolo descrive un problema tecnologico che rischia di trasformarsi in un problema militare e umanitario per l’Ucraina: alcune restrizioni nelle connessioni satellitari di Starlink e Starshield avrebbero compromesso il funzionamento dei droni ucraini, mettendo in evidenza la dipendenza di Kiev da un’infrastruttura privata controllata da Elon Musk.

1. Che cosa è successo

I reparti ucraini hanno segnalato che i terminali satellitari installati sui droni perdevano la connessione quando i velivoli superavano determinate velocità. Alcune segnalazioni indicavano interruzioni già a 110-120 km/h, mentre il limite inizialmente rilevato era di circa 160 km/h.

Le conseguenze sono immediate: i droni devono rallentare, diventando più vulnerabili alla contraerea russa, oppure rischiare di perdere il collegamento con gli operatori e quindi il controllo del volo.

In alcune zone del fronte, come quella di Huliaipole, alcune missioni sono state cancellate.

2. Perché il problema è strategicamente importante

I droni sono diventati uno degli strumenti fondamentali della guerra in Ucraina. Le connessioni satellitari consentono agli operatori di comandarli a distanza e di ricevere immagini e informazioni in tempo reale.

Secondo le valutazioni citate nell’articolo, la dipendenza da Starlink è particolarmente forte per gli attacchi a medio raggio, diretti contro depositi, convogli e linee di rifornimento russe. Anche le operazioni in profondità potrebbero risentirne, perché alcuni droni utilizzano la rete satellitare come collegamento di riserva.

Se le limitazioni fossero confermate e mantenute, una parte significativa di queste missioni diventerebbe molto più difficile, se non impossibile.

3. Il potere di Elon Musk e di SpaceX

È questo il punto centrale dell’articolo. SpaceX non fornisce soltanto una tecnologia: controlla l’infrastruttura satellitare, il software e le condizioni tecniche di accesso alla rete.

Di conseguenza, una modifica introdotta dall’azienda può cambiare rapidamente le capacità operative di un esercito impegnato in guerra.

La situazione è ancora più complessa perché:

  • diversi Paesi alleati dell’Ucraina, tra cui la Polonia, finanziano terminali satellitari;
  • una parte dei sistemi Starshield viene fornita attraverso contratti con il Pentagono;
  • gli alleati non possono necessariamente ripristinare da soli le funzionalità limitate: potrebbero essere necessari interventi degli Stati Uniti e di SpaceX.

Si crea così una dipendenza tecnologica che limita l’autonomia militare di Kiev e, indirettamente, quella dei suoi sostenitori.

4. Le possibili conseguenze per la popolazione civile

La questione non riguarda soltanto l’efficacia degli attacchi ucraini contro obiettivi militari russi.

Secondo un consigliere ucraino per le tecnologie della difesa, Starlink viene utilizzato anche da droni intercettori progettati per abbattere gli Shahed russi a reazione, impiegati negli attacchi contro il territorio ucraino.

Se questi sistemi perdessero efficacia, potrebbe diventare più difficile proteggere le città, comprese le infrastrutture civili, gli ospedali e le scuole.

L’avvocata ucraina Oleksandra Matviichuk, premio Nobel per la pace con il Center for Civil Liberties, lancia un’accusa molto dura contro SpaceX. Si tratta di una denuncia sulle possibili conseguenze umanitarie, non di una prova che Elon Musk abbia personalmente ordinato le restrizioni.

5. Il significato politico della vicenda

L’articolo mette in luce un problema che va oltre il conflitto ucraino: può un’impresa privata avere un potere tanto rilevante da influenzare concretamente l’esito di una guerra?

SpaceX è un’azienda commerciale, ma la sua tecnologia è diventata parte essenziale dell’apparato militare ucraino. Una decisione tecnica, presa senza un adeguato coordinamento o preavviso, può produrre conseguenze strategiche in poche ore.

Resta però una distinzione importante: l’articolo descrive le limitazioni segnalate dai militari e i loro possibili effetti, ma non dimostra in modo definitivo chi abbia deciso le modifiche, per quale ragione o con quali autorizzazioni.

La questione di fondo: la tecnologia privata può diventare uno strumento di potere geopolitico

A mio giudizio, il punto più importante dell’articolo non è soltanto il rallentamento dei droni, ma la dipendenza di uno Stato da una tecnologia strategica che non controlla direttamente.

La vicenda solleva tre questioni fondamentali:

  • Sovranità: un Paese impegnato a difendersi da un’aggressione non dovrebbe dipendere interamente dalle decisioni operative di un singolo fornitore privato.
  • Responsabilità democratica: quando una tecnologia privata diventa essenziale per la sicurezza nazionale, le decisioni che ne modificano l’impiego militare non possono essere considerate semplici scelte commerciali.
  • Sicurezza collettiva: se una rete satellitare è indispensabile tanto per le operazioni militari quanto per la difesa della popolazione, la sua gestione assume una rilevanza pubblica e internazionale.

Il problema, naturalmente, non riguarda soltanto Elon Musk. Riguarda il rapporto tra gli Stati democratici e le grandi aziende tecnologiche, che controllano infrastrutture sempre più importanti per le comunicazioni, la sicurezza e la difesa.

La lezione è chiara: affidarsi all’innovazione privata può offrire vantaggi straordinari, ma senza alternative tecnologiche, garanzie contrattuali e controllo politico si rischia di trasformare una dipendenza tecnica in una vulnerabilità strategica.

15 ottobre 2026