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Curiosità

Diversità in Vacca

Massimo Gramellini ha pubblicato sul Corriere della Sera un gustoso articolo nel quale ironizza sulla nomina di un consulente per il cinema da parte del ministro Giuli che, evidentemente, si è guardato allo specchio e, accanto a un bellissimo uomo con la barba che gli piace da impazzire, ne ha visto un altro con un metro intorno al collo e gli spilli in mano: Vacca, il suo sarto.

Scrive Gramellini: ”Qualunque cosa pensiate del look del ministro, Domenico Vacca è uno stilista che bazzica il mondo del cinema e ha dunque l’autorevolezza per suggerire a Giuli quale serie guardare la sera su Netflix. E poi la sua consulenza è gratuita, per quanto la nuova veste ministeriale gli consegni un potere che non potrà non influire sulla sua carriera.”

E aggiunge: ”L’amichettismo è praticato da sempre in modo sistematico a sinistra, e senza troppe distinzioni tra incarichi pubblici e privati, perché da noi lo Stato non è di tutti, ma solo di chi lo occupa in quel momento. Però magari si pensava che la destra sociale non si sarebbe comportata proprio come l’esecrato «sinistrume» dei salotti”.

Per concludere: ”L’amichettismo è praticato da sempre in modo sistematico a sinistra, e senza troppe distinzioni tra incarichi pubblici e privati, perché da noi lo Stato non è di tutti, ma solo di chi lo occupa in quel momento. Però magari si pensava che la destra sociale non si sarebbe comportata proprio come l’esecrato «sinistrume» dei salotti”.

La nomina dello stilista: il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha scelto come consulente per il cinema il suo sarto personale, lo stilista Domenico Vacca.

Competenza e gratuità: sebbene Vacca conosca l’ambiente cinematografico e svolga l’incarico a titolo gratuito, la posizione gli garantisce un potere e un prestigio che avranno ricadute positive sulla sua carriera.

L’«amichettismo» e le abitudini della politica: Gramellini sottolinea che la pratica di nominare persone vicine o di fiducia non è una novità, essendo stata ampiamente utilizzata in passato anche dalla sinistra.

La perdita della “diversità”: la critica principale è rivolta alla destra, che durante i decenni passati all’opposizione si è sempre proclamata diversa e anticonformista. Con questo gesto, Giuli smentisce i principi di anticonformismo che lui stesso ha teorizzato e promosso.

22 settembre 2026