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Editoriali

La pace è una cosa seria

Ernesto Galli della Loggia ha pubblicato un editoriale, sul Corriere della Sera, nel quale critica duramente alcuni atteggiamenti presenti nella sinistra italiana, prendendo spunto dalle dichiarazioni di due giovani esponenti del Partito Democratico, Virginia Libero e Marco Rocco De Luca, pronunciate durante la Festa dell’Unità di Reggio Emilia.

Secondo l’autore, le loro dichiarazioni — in particolare il richiamo alla diserzione, alla lotta contro il capitalismo e contro quello che definiscono «imperialismo Usa» e «giogo sionista» — non rappresentano soltanto una retorica politica aggressiva, ma sono il sintomo di un orientamento più ampio presente in una parte della gioventù italiana. Galli della Loggia considera inoltre queste posizioni incompatibili con una forza politica che aspiri a governare all’interno di una democrazia parlamentare e richiama il rapporto tra le loro affermazioni e i principi costituzionali.

La causa profonda di questo fenomeno, secondo l’autore, sarebbe soprattutto la scarsa conoscenza della storia. Una generazione che conosce poco il passato rischierebbe di sostituire alla realtà una sorta di «mitologia ideologica», rappresentando il mondo in modo semplicistico: da una parte i buoni e dall’altra i cattivi, senza considerare la complessità delle situazioni, i limiti concreti e le responsabilità differenti.

Scrive della Loggia: ”Ciò che dei comizi di Libero e di De Luca deve colpire di più l’opinione pubblica è qualcos’altro, a me pare. È il loro valore di sintomo, di spia, di un orientamento politico che negli ultimi anni ha conquistato parti significative della gioventù italiana. Di quella gravitante non solo nel mondo della sinistra diciamo così tradizionale. Sappiamo dai giornali, ad esempio, che Virginia Libero, oggi anche convinta militante pro Pal, è stata pure una «scout», cioè appartenente a un movimento giovanile proprio del mondo cattolico”.

E conclude: ”Sono ormai anni che la sinistra italiana, lei stessa dimentica della storia, lungi dal contrastare tutto questo insieme di inclinazioni le ha viceversa coltivate e diffuse a piene mani trovando facile ascolto specie nella gioventù del Paese. Che oggi per bocca di Marco Rocco De Luca ci assicura baldanzosamente di essere pronta a «salpare con coraggio verso nuovi orizzonti». Benissimo, ma prima della partenza qualcuno l’avverta che Crosetto non è Cadorna, e che su quei nuovi orizzonti si staglia, in realtà, solo il profilo di un’ennesima, immancabile sconfitta”.

Da questa visione deriverebbe anche una concezione della politica lontana dalla normale dialettica democratica: elezioni, Parlamento, ricerca del consenso e compromesso. Galli della Loggia sottolinea che la democrazia richiede proprio la capacità di confrontarsi con la realtà e di rinunciare, almeno in parte, ai propri ideali assoluti.

A ciò l’autore collega il moralismo politico, che distingue dall’avere principi morali. Il moralismo consiste, nella sua interpretazione, nel giudicare situazioni e persone applicando rigidamente categorie di bene e male senza considerare le circostanze. L’esempio centrale è quello della guerra: mettere sullo stesso piano chi aggredisce e chi viene aggredito, accusando entrambi di non volere la pace, significherebbe ignorare la differenza tra aggressione e autodifesa.

La responsabilità di questa situazione viene attribuita anche alla sinistra italiana, che secondo Galli della Loggia negli ultimi anni avrebbe alimentato anziché contrastato queste semplificazioni ideologiche, ottenendo particolare consenso tra i giovani.

L’editoriale si conclude con un richiamo alla storia: prima di «salpare verso nuovi orizzonti», i giovani militanti dovrebbero ricordare che la politica e la guerra hanno conseguenze concrete e che l’entusiasmo ideologico, se non accompagnato dalla conoscenza della realtà e della storia, può condurre a nuove sconfitte. La frase finale — «Crosetto non è Cadorna» — serve a contrapporre la situazione politica e militare contemporanea a quella della Prima guerra mondiale e a ribadire che la storia non dovrebbe essere trasformata in una semplice metafora ideologica.

In una frase

La tesi centrale di Galli della Loggia è che una parte della nuova sinistra giovanile, influenzata da una scarsa conoscenza della storia e da una visione moralistica e manichea della realtà, rischi di trasformare la pace da obiettivo politico concreto in uno slogan ideologico, perdendo di vista la complessità della guerra, della democrazia e della realtà internazionale.

19 settembre 2026