Goffredo Buccini ha pubblicato sul Corriere della Sera un editoriale nel quale stigmatizza la forte condanna delle posizioni estremiste di AfD, in particolare di esponenti come Björn Höcke e Hansthomas Tillschneider. Chi ha a cuore la democrazia deve guardarsi dal trasferire lo stigma dall’eletto all’elettore. Secondo Buccini, queste posizioni possono e devono essere contrastate perché mettono in discussione i valori fondamentali della democrazia liberale e della memoria storica tedesca.
Scrive Buccini: ”Che si guardi al leader di AFD in Turingia o al suo ideologo fresco di trionfo elettorale in Sassonia-Anhalt o, in generale, alle posizioni di un partito che nei sondaggi su base nazionale rappresenta ormai tre tedeschi su dieci (ma è considerato un nemico dei valori fondanti della Repubblica dall’ufficio federale per la protezione della Costituzione) le ragioni di avversione sono numerose. Quasi una legittima difesa verso chi tenta di scaraventarci indietro di cent’anni, agli albori di una stagione di sangue e ferro. Persino l’idea, in verità complicata politicamente, di uno scioglimento ope legis di Alternative für Deutschland, avrebbe motivi fondati nel diritto e nella prassi (è una misura applicata nel 1956 al partito comunista). Gli impresari della paura — e non v’è dubbio che Alice Weidel, Tino Chrupalla e i vari capetti regionali di AfD lo siano — vanno contrastati con coraggio: ciò che è finora mancato all’esangue cancelliere Merz e alla sua Cdu. Ma anche con buonsenso: per dire, ricorrendo al Brandmauer, il «muro tagliafuoco» antinazisti, si decise nel 2019 di escludere Höcke dalle apparizioni sulle tv pubbliche; lo scorso aprile il leader estremista è stato intervistato da un canale Youtube minore: in un mese il video ha raccolto oltre sei milioni di visualizzazioni. Se una diga si rompe, ripararla con un dito è illusorio”.
E prosegue: ”L’effetto della vittoria di AfD supera ovviamente i confini della Germania e parla a tutti noi, osserva il New York Times: il 2027 sarà anno elettorale in nazioni chiave del Vecchio Continente e l’estrema destra appare in ottima forma ovunque. «L’Europa sviluppata sta andando verso un sofisticato fallimento», ha spiegato Mujtaba Rahman, una delle voci più autorevoli nel campo del rischio politico applicato all’Unione Europea: «I governi sono incapaci di occuparsi del costo della vita, non riescono a onorare gli impegni con gli elettori». Prezzi alle stelle e disoccupazione sono motivi ben più concreti e comprensibili della paura dei migranti tra le motivazioni di voto alle estreme. Ma per trovare lo stigma dei «deplorevoli» non occorre arrivare ai toni surriscaldati dell’opinionista progressista Christian Bangel il quale, richiamandosi a uno studio sociologico del 2025 sulla Sassonia-Anhalt, ha sostenuto che una parte consistente dell’elettorato AfD interpreta la democrazia come «diritto di dominare gli altri».
Il punto centrale dell’articolo, però, è un altro: non bisogna trasformare la condanna di un partito o di un leader nella condanna dei suoi elettori.
Buccini definisce questo errore la «trappola dei deplorevoli», richiamando l’espressione usata da Hillary Clinton nel 2016 per descrivere una parte dei sostenitori di Donald Trump come sessisti, razzisti, omofobi e xenofobi. Quella frase, secondo l’autore, contribuì ad allontanare ulteriormente una parte dell’elettorato e dimostra quanto sia politicamente rischioso considerare gli elettori degli avversari come persone inferiori, ignoranti o moralmente riprovevoli.
Nel caso tedesco, Buccini osserva che gli elettori di AfD vengono spesso descritti come poveri, poco istruiti, rurali, spaventati dalla deindustrializzazione e facilmente manipolabili. Un simile ritratto, però, rischia di essere semplicistico e soprattutto di alimentare proprio il risentimento che spinge molti cittadini verso i partiti populisti ed estremisti.
L’autore invita quindi a chiedersi perché così tante persone votino AfD, invece di limitarsi a giudicarle. Tra le cause individua soprattutto problemi concreti come l’aumento del costo della vita, la disoccupazione, il declino industriale e la sensazione che i partiti tradizionali non siano più capaci di mantenere le promesse fatte agli elettori.
Il riferimento al voto in Sassonia-Anhalt è significativo: 576.037 voti non possono essere liquidati come il risultato di una massa di «sprovveduti». Un’analisi politica seria deve cercare di capire le ragioni di quel consenso e recuperare il rapporto tra istituzioni e cittadini.
La tesi fondamentale
La conclusione di Buccini è che difendere la democrazia non significa disprezzare chi vota forze politiche antidemocratiche o estremiste. Al contrario, bisogna contrastare con fermezza le idee e i leader che minacciano la democrazia, ma contemporaneamente cercare di recuperare gli elettori attraverso un nuovo patto sociale.
In altre parole:
Si può combattere AfD senza combattere gli elettori di AfD.
Per Buccini, considerare una parte del popolo come «deplorevole» significa interrompere quella «connessione sentimentale» con il popolo-nazione di cui parlava Gramsci. Ed è proprio questa frattura tra élite politiche e cittadini che può favorire ulteriormente l’ascesa dell’estrema destra.
In una frase: l’articolo sostiene che l’estrema destra va combattuta nelle sue idee e nelle sue azioni, ma i suoi elettori vanno compresi e riconquistati, non disprezzati, perché delegittimare chi vota può rafforzare proprio il fenomeno che si vorrebbe sconfiggere.
12 settembre 2026





