Giuseppe Sarcina ha pubblicato sul Corriere della Sera un editoriale nel quale scrive della missione lampo di John Ratcliffe a Mosca. Il capo della Cia ha incontrato il suo omologo russo. Secondo il New York Times, Ratcliffe ha incontrato il capo dell’FSB Aleksandr Bortnikov, chiedendogli direttamente se Putin sia davvero consapevole della difficile situazione reale sul campo di battaglia in Ucraina. Putin sa che non sta vincendo?
Scrive Sarcina: ”Tuttavia, finora, non si sono registrati progressi su alcun fronte. Ratcliffe si sarebbe limitato a sottolineare l’interesse dei russi a chiudere il conflitto, prima che il quadro militare ed economico peggiori ulteriormente. Non avrebbe accennato a possibili reazioni da parte degli Stati Uniti. Un atteggiamento diverso, quindi, rispetto all’ultima visita di un direttore della Cia a Mosca. Quasi cinque anni fa, il 2 e 3 novembre 2021, William Burns, l’allora numero uno dell’agenzia di intelligence Usa, si precipitò nella capitale russa. Incontrò diversi funzionari del Cremlino, tra i quali Nikolai Patrushev, all’epoca segretario del Consiglio di Sicurezza. Burns poi parlò al telefono direttamente con Putin, come riferì Dmitry Peskov, portavoce ancora in carica del presidente russo. Riferì un messaggio di Joe Biden, accompagnato da una minaccia: «Sappiamo che vi state preparando ad attaccare l’Ucraina; non fatelo o andrete incontro a gravi conseguenze». Sul momento, sembrava che il viaggio di Burns avesse perlomeno ristabilito un canale di «comunicazione costruttiva» tra Washington e Mosca. Ma era un’illusione: quasi quattro mesi dopo, il 24 febbraio 2022, l’armata putiniana invase l’Ucraina”.
E conclude: ”Poche settimane dopo l’attacco, il 10 marzo 2022, davanti alla Commissione Intelligence del Senato, Burns rilasciò una dichiarazione che è ancora attuale: «Putin non ha una via d’uscita in questa guerra. Ma non accetterà una sconfitta militare».
Il canale di intelligence: CIA e FSB mantengono aperto un canale di comunicazione diretto, parallelo a quello dei negoziatori ufficiali statunitensi (Steve Witkoff e Jared Kushner), pur senza registrare finora progressi concreti.
Strategia di persuasione: l’approccio di Ratcliffe si è concentrato nel sottolineare l’interesse della Russia a chiudere il conflitto prima di un ulteriore deterioramento economico e militare, evitando di formulare minacce esplicite dirette dagli USA.
La prospettiva di fondo: nonostante quell’avvertimento non evitò l’attacco del febbraio 2022, la visione di Burns di allora rimane attuale: Putin non ha una chiara via d’uscita dal conflitto, ma al contempo rifiuta categoricamente l’idea di ushnerna sconfitta militare.
28 agosto 2026




