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Esteri

La diplomazia di Mosca è l’altra arma di Putin contro Kyiv

Micol Flammini su Il Foglio analizza la strategia diplomatica russa, che viene descritta come un’estensione del conflitto militare e un campo di battaglia parallelo.

Dice il gen. Zaluzhmy, oggi ambasciatore a Londra: ”Se Kyiv dice di volere una pausa dei negoziati è perché si è resa conto che la diplomazia russa funziona come un orologio rotto e segna sempre le stesse data e ora: 24 febbraio del 2022. Da allora le richieste del Cremlino non sono cambiate. La rigidità delle posizioni, l’assenza di qualsiasi cenno di compromesso è anche un tratto della diplomazia sovietica mutuata nelle nuove trattative

La sintesi dei punti principali è la seguente:

  1. La diplomazia come trincea: l’autrice sostiene che i metodi di Mosca nei colloqui diplomatici ricalcano quelli del fronte, costringendo gli occidentali in una “trincea negoziale”.
  2. La lezione di Zaluzhny: il generale Valeri Zaluzhny, ex capo delle Forze armate ucraine e ora ambasciatore a Londra, ha esposto la sua visione in un articolo. Egli afferma che, sebbene i negoziati siano necessari per porre fine alle guerre, Mosca è pronta a trattare solo alle sue condizioni. Cedere a questo ricatto è l’obiettivo finale della diplomazia russa, che è definita “armata”.
  3. Metodi diplomatici russi: Zaluzhny individua le costanti della diplomazia russa (dall’epoca sovietica a oggi):
    1. Impersonalità collettiva (uso del pronome “noi”).
    1. Formalismo e ritualizzazione (discorsi lunghi e ideologici).
    1. Rigida intransigenza (che ricorda Andrej Gromyko, “Mr. No”).
    1. Ritardo sistematico delle trattative per guadagnare tempo.
  4. Obiettivo: esaurire l’avversario: la Russia mira a esaurire le forze dell’avversario e ottenere per via diplomatica ciò che non ha ottenuto con i combattimenti. La rigidità delle posizioni, secondo Zaluzhny, non è intesa come disponibilità al compromesso, ma come dimostrazione di disponibilità al dialogo, che può essere interpretata in modi diversi, sfumando deliberatamente i confini tra verità e menzogna.
  5. Sospensione dei colloqui: l’Ucraina, tramite il viceministro degli Esteri Sergiy Kyslytsya, ha sospeso i colloqui con la Russia fino a fine anno, poiché si è resa conto che la diplomazia russa è come un “orologio rotto” bloccato al 24 febbraio 2022, con richieste che non sono mai cambiate.
  6. Timore per l’Occidente: Nonostante gli ucraini siano ben preparati, il timore espresso da Zaluzhny è che gli occidentali non siano sufficientemente istruiti sul fatto che la diplomazia sia un campo di battaglia.
  7. La Diplomazia come arma finale: la Russia utilizza la sua dichiarata disponibilità a parlare (come le aperture di Sergei Lavrov) per mostrare di dare valore alla diplomazia e alla “pace”, rendendo questa disponibilità stessa un’arma del suo arsenale.