La mancata riforma del fisco promessa dal governo Meloni: far pagare le tasse a tutti i cittadini, con la flat tax sulle partite Iva, escogitata dalla Lega, tanti contribuenti si sono evidentemente avvantaggiati. Le tasse, è notorio, che sono in netta prevalenza corrisposte dai contribuenti a reddito fisso (lavoratori dipendenti e pensionati) che non posso sfuggire al maglio fiscale, i detentori di partita Iva, invece, lo possono. L’evasione fiscale ha raggiunto livelli preoccupanti. E lo Stato non sembra più in grado di far fronte ai propri impegni di spesa nei settori dove il privato nulla può fare: sanità, istruzione, lavori pubblici, insomma il nostro welfare soffre parecchio.
La questione va affrontata evitando due semplificazioni opposte: “le tasse sono troppo alte” da una parte e “basta combattere l’evasione e si risolve tutto” dall’altra. Il problema italiano è più strutturale: una base imponibile non abbastanza ampia, un sistema fiscale complesso e poco equilibrato tra categorie, evasione ancora consistente e, contemporaneamente, una spesa pubblica che deve finanziare sanità, pensioni, scuola, infrastrutture e assistenza.
Alcuni dati recenti aiutano a inquadrare il problema. Nel 2024 la pressione fiscale è stata del 42,6% del PIL e il contrasto all’evasione ha portato nelle casse pubbliche 26,3 miliardi. La relazione del MEF sull’economia non osservata stimava inoltre per il 2021 un tax gap complessivo di circa 60,1 miliardi, con una componente molto importante nell’IRPEF da lavoro autonomo e impresa.
Il tax gap (divario fiscale) è la differenza tra le entrate tributarie teoriche che lo Stato dovrebbe riscuotere in base alle leggi vigenti e quanto effettivamente incassato. In Italia, secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si aggira tra i 98 e i 102 miliardi di euro annui, trainato in gran parte da evasione dell’IRPEF autonoma e dell’IVA. È in evidente aumento negli anni di questo governo e ciò porta a convincersi che poco ha fatto la Meloni per combattere l’evasione e l’elusione fiscale.
Che cos’è e come si calcola
- Definizione: è l’indicatore principale dell’evasione e dell’elusione fiscale.
- Metodo di stima: si usano modelli statistici (come il metodo top-down) confrontando i dati della contabilità nazionale con i redditi dichiarati all’Agenzia delle Entrate.
Il punto decisivo
Non bisognerebbe partire da un aumento generalizzato delle aliquote. Occorrerebbe partire dal principio che ogni forma di reddito debba essere tassata secondo criteri il più possibile omogenei.
Il regime forfettario può avere una sua ragione d’essere per semplificare la vita alle piccole attività e ridurre i costi amministrativi. Ma quando diventa economicamente molto più conveniente organizzare il proprio lavoro come partita IVA anziché come lavoro dipendente, si crea una distorsione. E questa distorsione può spingere persino il sistema produttivo a trasformare rapporti di lavoro sostanzialmente subordinati in rapporti formalmente autonomi.
11 agosto 2026
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