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Economia

Sarà una gelida primavera per Meloni?

Gli ultimi provvedimenti del governo stanno creando molte aspettative: in una direzione per la maggioranza di governo, nella direzione opposta per l’opposizione. La primavera sarà sicuramente molto calda, con il referendum sulla giustizia alle porte, la riforma appena approvata della Corte dei Conti che mette in allarme il Paese e, infine, la riforma della legge elettorale cui la maggioranza preme l’accelleratore perchè è ormai convinta che con il Rosatellum rischi di perdere il controllo del Senato. A nostro avviso Giorgia Meloni non è propriamente tranquilla”: con lei a Palazzo Chigi il debito pubblico è cresciuto di ben 360 miliardi di euro e gli osservatori più attenti sono convinti che il ministro Giorgetti quest’anno andrà a richiedere ai mercati finanziari almeno 500 miliardi di euro, non bruscolini per far fronte agli impegni (sul fronte militare a favore Nato-Usa) presi anche in sede comunitaria.

La legge elettorale da riformare.

Con l’attuale legge, il Rosatellum, anche un candidato espressione di un partito minore può, se sostenuto dal resto della coalizione, competere per aggiudicarsi il seggio. I partiti principali di ciascuna coalizione possono avere un vantaggio ad adottare questo tipo di strategia, sia per essere più competitivi nei confronti delle coalizioni avversarie, sia perché, come vedremo, il sostegno di liste anche molto piccole può essere di notevole aiuto per quanto riguarda i seggi attribuiti con sistema proporzionale. Siccome la frantumazione dell’elettorato in una pluralità di liste-civetta ormai è un fatto concreto, la Meloni ha paura di perdere tanti colleggi, soprattutto al Senato. Chissà cosa partorirà questa maggioranza.È tracciato un quadro lucido e critico della situazione politica ed economica. La primavera politica che si profila sarà effettivamente molto tesa.

I problemi irrisolti:

– Referendum sulla giustizia, 

– Riforma della Corte dei Conti, 

– Pressione massima sulla riforma della legge elettorale, 

– Tensione sociale ed economica, 

– Debito pubblico record (ad oggi ben 3.102 miliardi di euro)

sono tutti elementi che possono creare forti frizioni sia dentro che fuori la maggioranza.

Il dato più inquietante è proprio quello del debito pubblico, che con Giorgia Meloni è salito di oltre 360 miliardi dal giorno del suo insediamento a Palazzo Chigi. In parallelo, l’aumento del fabbisogno di finanziamento (previsti 500 miliardi di euro di nuove emissioni) accresce la dipendenza dell’Italia dai mercati internazionali e dalla fiducia delle agenzie di rating.

Il rischio principale? 

Che le tensioni sociali e politiche interne — se non gestite con equilibrio — possano minare quella stessa fiducia, facendo salire lo spread e i tassi d’interesse, aggravando ulteriormente la sostenibilità del debito.

Meloni non è tranquilla: l’apparente sicurezza è anche un modo per tenere unita una maggioranza con visioni diverse e per difendersi da opposizioni che — se la situazione economica peggiora — potrebbero tornare a parlare a fasce più ampie del Paese.

La vera sfida nei prossimi mesi sarà conciliare la propaganda con la realtà economica. E lì, l’aritmetica non fa sconti.

2 gennaio 2026