Guido de Carolis ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo nel quale scrive della durissima presa di posizione dell’Uefa nei confronti del presidente della Fifa, Infantino.
Le parole di de Carolis: ”Lo scontro è totale, la frattura insanabile. La Uefa non arretra e conferma di voler boicottare le competizioni della Fifa se a guidarla sarà ancora il presidente Gianni Infantino. Niente più Mondiali né maschili né femminili per le nazionali europee, partecipazioni cancellate a tutte le competizioni di ogni età e genere, anche quelle per club. «Il boicottaggio delle competizioni Fifa resta, non è cambiato nulla: non c’è più alcuna fiducia in Infantino», la nota caustica dell’Uefa. A scatenare la bufera è stato il progetto di Infantino di vendere a investitori privati una quota del 20 per cento della Fifa Forward Enterprise (FFE), una società creata ad hoc per organizzare gli eventi della Fifa. Tra i nuovi soci ci sarebbero stati anche Joshua Kushner, fratello di Jared, genero di Trump e Jpmorgan, banca capofila della mai nata Superlega. Il campionato per soli ricchi naufragò ad aprile 2021. La Fifa però avrebbe appoggiato l’idea: voleva portare la Superlega sotto la sua egida e assestare un colpo mortale alla Champions League”.
E prosegue: ”La minaccia dell’Uefa di abbandonare le competizioni ha risvolti economici e politici. Dal Mondiale in Qatar la Fifa incassò 5 miliardi, da quello americano ne sono arrivati 15. La Uefa, grazie soprattutto alla Champions, ne gestisce 7. Lo scontro è diventato finanziario. Da sola la Uefa faticherà a disarcionare Infantino, ma ci proverà. Sono fissate a marzo 2027 le elezioni per il presidente della Fifa. La mossa degli oppositori potrebbe essere convocare un congresso d’urgenza per novembre e lì votare la sfiducia a Infantino. Servono alleati però. La Uefa ha dalla sua la Concacaf, la federazione nordamericana, guidata da Victor Montagliani, di origine abruzzese, che potrebbe essere un candidato alternativo. Africa e Sudamerica stanno con Infantino, l’Asia è spaccata, ma anche questa non è una notizia buona per Infantino. Un mese fa per lui ci sarebbe stato un plebiscito, anche per i tanti milioni che ha fatto piovere negli anni sulle federazioni minori: in fondo alla Fifa uno vale uno e Haiti pesa come la Germania. Oggi però le certezze non sono più così granitiche. Il quarto mandato di Infantino non è più così scontato”.
Il contesto dello scontro e la minaccia della UEFA
Tra UEFA e FIFA si è aperta una frattura profonda: la UEFA ha confermato l’intenzione di boicottare le competizioni FIFA (compresi i Mondiali maschili e femminili, i tornei giovanili e le competizioni per club) qualora Gianni Infantino rimanga alla presidenza. La posizione dell’organizzazione guidata da Aleksander Čeferin è drastica: non vi è più alcuna fiducia nei confronti del presidente della FIFA.
Le cause della rottura
- La privatizzazione degli eventi FIFA: A far scoppiare il caso è stato il piano di Infantino di vendere una quota del 20% della Fifa Forward Enterprise (FFE) a investitori privati, tra cui Joshua Kushner e la banca JPMorgan (già nota per il progetto della Superlega). L’obiettivo strisciante della FIFA sarebbe stato quello di inglobare la Superlega sotto la propria gestione per indebolire la Champions League.
- Friction e ingerenze politiche: Evelina Christillin ha sottolineato come la posizione di Infantino sia diventata censurabile proprio a causa delle ingerenze della politica e dell’inaccettabile tentativo di vendere il calcio ai privati.
- Scandali e disservizi recenti: Tra le polemiche recenti si annoverano il caso dell’arbitro somalo Omar Artan respinto a Miami, l’introduzione degli hydration break commerciali, il rosso revocato all’americano Balogun e la pausa prolungata a 30 minuti durante la finale tra Spagna e Argentina.
- Precedenti storici: La tensione era già cresciuta negli anni precedenti a causa del ritardo di tre ore di Infantino a un congresso FIFA nel 2025 (dovuto a impegni con Donald Trump), il tentativo non riuscito del 2022 di rendere il Mondiale biennale e la consegna a Trump del “Premio della Pace”.
La reazione di Infantino
Nonostante abbia fatto marcia indietro sulla cessione ai privati e presentato le sue scuse, Infantino ha dichiarato di non aver alcuna intenzione di dimettersi. Durante un incontro a Salé (Marocco), i vertici della FIFA gli hanno confermato il proprio sostegno.
Scenari politici ed economici futuri
Impatto finanziario: il Mondiale americano ha garantito alla FIFA circa 15 miliardi di incassi (contro i 5 del Qatar), mentre la UEFA ne gestisce circa 7 grazie alla Champions League. Lo scontro si gioca quindi su scala globale ed economica.
Strategia per la sfiducia: con le elezioni ordinarie previste per marzo 2027, i rivali di Infantino puntano a convocare un congresso d’urgenza a novembre per votare la sfiducia.
Alleanze e candidature: la UEFA cerca sponda nella CONCACAF guidata da Victor Montagliani (possibile candidato alternativo). Mentre Africa e Sudamerica restano schierate con Infantino e l’Asia si riscontra spaccata, la presa finora ferrea di Infantino sui consensi si sta progressivamente incrinando.
7 agosto 2026





