A differenza di quel che succede in Italia, dove ogni minuto che passa il debito pubblico aumenta di 8 mila euro ogni 5 secondi, mentre in Germania l’orologio del debito pubblico diminuisce e non continua a crescere.
1. Il fatto storico e il simbolo
- La svolta dello Schuldenuhr: dalla mezzanotte del 1° gennaio 2018, per la prima volta in 22 anni, l’orologio del debito pubblico tedesco (Schuldenuhr) — installato a Berlino nel giugno 1995 dalla Federazione dei contribuenti tedeschi (Bund der Steuerzahler – BdSt) — ha iniziato a girare al contrario.
- Ritmo di riduzione: il debito pubblico della Germania diminuisce ad un ritmo di 78 euro al secondo.
- Il significato culturale: in tedesco il termine «Schulden» significa sia “debiti” sia “colpe”. L’inversione dell’orologio assume quindi un forte valore simbolico per l’opinione pubblica, alleggerendo la percezione morale di “colpa” finanziaria.
2. Dati e confronti economici
- Inversione di tendenza: nel 2009, al culmine della crisi finanziaria internazionale, lo Schuldenuhr avanzava ad un ritmo di +4.400 euro al secondo.
- Debito pro capite: il debito per ciascun cittadino tedesco è salito dai 12.830 euro del 1995 fino al picco di 23.827 euro, prima di iniziare il calo attuale.
- Origine del calo: la riduzione è il frutto dei conti pubblici in pareggio (Schwarze Null) e degli avanzi di bilancio sia dello Stato centrale che dei singoli Länder.
- Confronto con l’Italia: il debito complessivo della Germania ammonta a 1.973 miliardi di euro (dati del 2018). In Italia, nonostante un’economia più piccola, il debito supera quello tedesco di circa 300 miliardi di euro.
3. I punti critici e l’allarme della federazione contribuenti
«Non è tutto oro quel che luccica»: il presidente della BdSt, Reiner Holznagel, evidenzia al Financial Times che la narrazione trionfistica sui surplus rischia di creare un falso senso di sicurezza.
Mancato rispetto dei parametri europei: nonostante la crescita economica e i tassi di interesse negativi sul debito, la Germania non rispetta ancora pienamente il rapporto Debito/PIL previsto dal Patto di Maastricht (target del 60%).
Necessità di rigore diffuso: Holznagel richiama la necessità che la riduzione del debito non sia limitata al governo federale, ma coinvolga attivamente tutti i Länder, sia nell’Ovest che nell’Est ex-comunista.





