Vincenzo R. Spagnolo ha pubblicato su Avvenire un articolo sul “malessere” delle nostre Forze dell’ordine che perdura da almeno un quindicennio.
Scrive Spagnolo: ”Secondo il centro studi del Siulp-Cgil, uno dei sindacati di Polizia, «al 31 dicembre 2025, a fronte di una dotazione prevista di 103.730 unità, il personale realmente in servizio (la forza effettiva) ammontava a 92.687 dipendenti, generando lo scoperto ufficiale di 11.340 unità». Altri sindacati, come il Coisp, stimano invece «una carenza di organico di 11mila unità: a fronte di un fabbisogno di 109mila operatori, attualmente ne sono in servizio 98mila».
E continua: ”Ad alimentare il malessere c’è la vexata quaestio degli stipendi. A fronte di turni faticosi e rischi seri, un poliziotto con venti anni di servizio e una qualifica, mettiamo, di assistente capo, percepisce sui 1.800 euro al mese. Qualcosa potrebbe migliorare col nuovo contratto. Tutte le sigle lo hanno firmato, ma qualcuna senza convinzione: «Gli aumenti previsti sono un’elemosina – conclude amaramente il segretario del Siulp, Colapietro -. Noi abbiamo sottoscritto l’accordo solo perché l’attuale sistema di relazioni sindacali, vessatorio e liberticida, non ci ha lasciato altra scelta».
1. Il contesto e il clima di tensione
A seguito dei fatti di Bologna (tra cui la morte in custodia di Abderrahim Fakir) e delle successive proteste, l’articolo esplora la situazione e la serenità lavorativa dei circa 260.000 appartenenti al comparto sicurezza in Italia. Nonostante i dati del Viminale mostrino un Paese sostanzialmente sicuro (reati in calo del 9% e omicidi del 15%), tra gli agenti emerso un forte senso di amarezza per i rischi corsi, la mancanza di tutela, le aggressioni subite nelle piazze e stipendi ritenuti inadeguati.
2. Le carenze di organico nelle grandi città
La gestione della sicurezza si trova ad affrontare una situazione di “coperta corta”, caratterizzata da forti ammanchi di personale:
- Polizia di Stato: il centro studi del Siulp-Cgil stima uno scoperto ufficiale di oltre 11.000 unità a livello nazionale (su circa 103.000 previste). Il deficit si ripercuote gravemente sui territori:
- Roma: carenza del 20-25% (circa 3.000 agenti in meno).
- Milano: sotto-organico del 25-30% (circa 1.700 agenti in meno).
- Genova e Firenze: tra le 500 e le 600 unità in meno.
- Napoli e Palermo: scoperture fino al 20-25% (circa 800-1.000 agenti in meno per ciascuna città).
- Arma dei Carabinieri: a fronte di un organico teorico di circa 118.000 unità, la forza effettiva è di circa 109.000. La conseguenza è che in diverse periferie le stazioni dell’Arma di notte restano chiuse al pubblico e le chiamate vengono devocate al 112.
3. Il problema del turn-over e l’età media
L’età media del personale è elevata (sui 45-50 anni). Dopo anni di blocco parziale del turn-over (protrattosi fino al limite del 75% nella manovra del 2025):
- Per il Siulp-Cgil, il ripristino del 100% delle assunzioni previsto dal Governo Meloni nella manovra 2026 non colmerà la “voragine”, poiché i pensionamenti si attestano sui 5.000 l’anno e i nuovi assunti entreranno operativamente in servizio solo nel 2027.
- Il sindacato Coisp adotta invece una visione più ottimista, evidenziando che si sta finalmente invertendo la tendenza con assunzioni che coprono il ricambio generazionale e l’arrivo imminente (a inizio agosto) di oltre 3.100 nuovi agenti.
4. Stipendi e relazioni sindacali
Un altro fattore di malessere riguarda la retribuzione: un assistente capo con vent’anni di servizio percepisce circa 1.800 euro al mese. Sebbene il nuovo contratto sia stato siglato dalle rappresentanze sindacali, alcune sigle come il Siulp criticano la consistenza degli aumenti (definiti un'”elemosina”) e affermano di aver firmato solo per la mancanza di vere alternative contrattuali.
22 luglio 2026





