Ecco la sintesi dell’editoriale di Carlo Cottarelli, strutturata per punti
chiave:
·
L’illusione degli “aiuti” europei: L’autore
premette che la maggiore flessibilità concessa dalla Commissione europea non si
traduce in un invio di fondi da parte dell’UE. Al contrario, significa
semplicemente che l’Italia ha il permesso di indebitarsi di più, andando a chiedere prestiti sui
mercati finanziari, attinti in gran parte da banche e famiglie italiane.
·
L’oggetto della decisione UE: Bruxelles ha accolto la
richiesta italiana di escludere dai tetti di spesa concordati per il 2024 (e
successivi) non solo le spese militari, ma anche quelle destinate alla sicurezza energetica.
·
L’impatto sui conti pubblici: I piani iniziali del
governo prevedevano una graduale riduzione del deficit (dal 3,1% del Pil nel
2025 al 2,8% nel 2027). Sommando i nuovi margini per la spesa energetica (+0,3%
nel 2026 e +0,6% nel 2027) e quelli per la difesa (+0,2% e +0,4%), il deficit risalirebbe
invece al 3,4% nel 2026 e al 3,8% nel 2027. Questo comporterà circa 22 miliardi di euro di debito
in più, interrompendo il trend di riduzione avviato nel 2021.
·
Mancanza di una reale giustificazione economica: Il
governo ha motivato la richiesta con la crisi di Hormuz. Cottarelli evidenzia
che l’aumento del deficit si giustifica solo in caso di recessione economica,
uno scenario smentito dai dati attuali: le previsioni indicano un semplice
rallentamento, il PIL del primo trimestre è cresciuto dello 0,3% e
l’occupazione ad aprile ha registrato un aumento record. Pertanto, aumentare il
deficit in questa fase è quantomeno “prematuro”.
·
Il rischio di sussidi inefficienti: Anche l’eventuale
supporto a chi è colpito dal caro-energia dovrebbe essere attuato tramite
interventi mirati, e non con sussidi generalizzati (come il taglio delle
accise), che rischiano di incentivare il consumo di beni scarsi. Inoltre,
Cottarelli dubita che il vincolo europeo di destinare i fondi esclusivamente
alla “sicurezza energetica” venga rigorosamente verificato, col
rischio che le risorse finanzino spesa corrente o bonus.
·
Considerazioni finali e risvolto politico: L’autore
riconosce l’abilità diplomatica del Presidente Meloni e del Ministro Giorgetti
nel convincere Bruxelles (“Chapeau”), ma ribadisce che non c’è nulla
da festeggiare visto lo stato precario dei nostri conti pubblici. Nel post scriptum, Cottarelli
aggiunge una nota di realismo politico: al di là delle motivazioni economiche,
questa flessibilità era politicamente indispensabile al governo, poiché sarebbe
stato quasi impossibile scrivere la legge di Bilancio per il 2027 senza quei 20
miliardi di euro aggiuntivi a disposizione.





