José Tolentino de Mendonça, prefetto del dicastero per la cultura e l’educazione, ha pubblicato su La Stampa un commento sulla prima Enciclica di Papa Leone XIV in cui analizza la portata dell’importantissimo documento vaticano.
Argomenta Tolentino de Mendonça: ”Leone non teme l’enormità del compito di interpretare i problemi del nostro tempo, fissando apertamente lo sguardo su uno scenario ambiguamente carico di speranze e paure. Né teme di apparire profeticamente in controtendenza, con un discorso che alcuni interessati contesteranno come «cupo o pessimista». In realtà, egli interpreta il presente non «come un destino chiuso, ma come un campo aperto alla conversione personale e collettiva» (MH, 210). È questa combinazione profetica di coraggio spirituale e intelligenza storica che, va detto, fanno di questa enciclica uno dei testi più importanti del XXI secolo, un manifesto umanista che mette a fuoco la domanda epocale su cui siamo oggi chiamati a decidere il futuro stesso dell’umanità: che «cosa voglia dire custodire la persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale». Nella passività generalizzata di opinioni pubbliche disinformate e indifferenti e nel ritardo di governanti in affanno di discernimento, la voce della chiesa si leva, attraverso l’enciclica, al servizio di tutta l’umanità, testimone disarmato e disarmante ma potente del dovere di non subordinare l’essere umano alla potenza della macchina: il dovere inderogabile di rimanere umani”.
E conclude: ”È urgente un’educazione alla convivenza responsabile con il digitale, senza temere di introdurre misure regolative di sobrietà, protezione e limitazione. La difesa dell’umano nell’era digitale è una questione pubblica, poiché l’Intelligenza Artificiale può essere un’alleata o un acceleratore di catastrofi sociali. Sta alle società e a ciascuno di noi fare la propria parte. Papa Leone XIV fa appello alla coscienza globale. Ed è essenziale il modo in cui lo fa. Contrariamente agli autoritarismi esasperati di tante leadership contemporanee, con il suo stile umile e fermo, Leone ci offre un documento epocale che non procede per diktat e ultimatum ma fornisce strumenti di riflessione e decisione autonoma e creativa: una piattaforma spirituale e culturale per cominciare a lavorare seriamente tutti insieme sul nostro comune futuro”.
Il significato del nome e l’eredità storica
L’autore esordisce sottolineando il valore simbolico del nome scelto dal Papa, Leone XIV, che richiama direttamente Leone XIII e la sua Rerum Novarum (1891). Se allora la Chiesa rispondeva alla questione operaia, oggi Leone XIV affronta la sfida dell’intelligenza artificiale. L’enciclica viene definita un “manifesto umanista” che non si limita a una riflessione teologica, ma interviene con audacia nella realtà concreta del XXI secolo.
La sfida epocale: restare umani
Il tema centrale è la domanda: «Cosa voglia dire custodire la persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale?». Mendonça evidenzia come il Papa non sia né pessimista né rassegnato, ma veda il presente come un campo aperto alla conversione. Il cuore del messaggio è il dovere inderogabile di non subordinare l’essere umano alla potenza della macchina.
Le “scelte decisive” e la critica alla tecnocrazia
L’enciclica non considera la tecnologia come neutra, poiché essa riflette sempre gli interessi di chi la possiede. Il Papa pone l’umanità di fronte a delle alternative radicali:
- Contro la meritocrazia: criticata come un’ideologia insidiosa che valuta l’uomo solo in base alla prestazione ed efficacia.
- Contro la concentrazione del potere: la denuncia del controllo tecnologico nelle mani di poche aziende, a scapito del bene comune.
- Oltre l’idolatria: il rischio di “divinizzare” la tecnologia, credendo che possa sostituire o trascendere l’umano (critica al transumanesimo e al postumanesimo).
La necessità di regole e di un’ecologia culturale
L’autore sottolinea che, per il Papa, non basta invocare genericamente l’etica: sono necessari quadri giuridici adeguati, vigilanza indipendente e politiche attive. L’enciclica analizza come le ideologie tecnologiche stiano colonizzando l’immaginario collettivo attraverso i social media, vendendo un’idea contraffatta di progresso come superamento dell’umano.
Il ruolo centrale dell’educazione
Una delle proposte più forti è l’investimento nell’educazione. Mendonça cita un monito cruciale del testo: se non ci educhiamo come esseri liberi e consapevoli, la macchina ci educherà come utenti e ci manipolerà come algoritmi. È necessaria un’educazione alla “convivenza responsabile” con il digitale, che includa anche misure di sobrietà e limitazione.
Conclusione
L’articolo conclude descrivendo l’enciclica come un documento umile ma fermo, che non impone diktat ma offre una piattaforma spirituale e culturale. Leone XIV fa appello alla coscienza globale affinché l’intelligenza artificiale diventi un’alleata e non un acceleratore di catastrofi sociali, chiamando tutti a lavorare insieme per il futuro comune.
26 maggio 2026





