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Editoriali Esteri

Dal ritiro delle truppe alle tariffe. Così Donald punisce Nato e Bruxelles

L’ambasciatore Stefano Stefanini ha pubblicato su La Stampa un editoriale in cui analizza la crescente tensione tra l’amministrazione Trump e l’Europa:

Il doppio attacco di Trump. L’Europa si trova ad affrontare un “uno-due” pugilistico da parte di Washington che colpisce sia il fronte commerciale che quello della sicurezza. Donald Trump ha minacciato di alzare i dazi sulle auto europee al 25% e, contemporaneamente, il Pentagono ha annunciato il ritiro di 5.000 militari dalle basi in Germania. Questi provvedimenti sono legati dall’animosità del Presidente verso gli alleati, esasperata dalle divergenze sulla gestione dell’Iran e del conflitto in Medio Oriente.

Scrive Stefanini: ”La minaccia dei dazi al 25% dall’attuale 15%, sarebbe devastante per un settore automotive europeo già in difficoltà, è la più imminente: fin «dalla prossima settimana». Il presidente americano può metterla in atto in quanto hanno una base giuridica, la Sezione 232 del Trade Act del 1974, diversa da quelli dichiarati nulli dalla Corte Suprema. Questo riaprirebbe la guerra commerciale Usa-Ue che era stata messa a tacere col faticoso accordo di Turnberry dell’agosto scorso. Trump sostiene che non è rispettato da parte europea. E qui non ha tutti i torti. Il Parlamento europeo non l’ha ancora definitivamente approvato. La procedura legislativa è andata avanti, con qualche rinvio causato dalla controversia sulla Groenlandia, è quasi al traguardo ma manca ancora l’ultimo passaggio in plenaria. Mentre gli Usa, dove basta l’ordine esecutivo del presidente, lo stanno già attuando. Se adesso portano il dazio sull’automotive al 25%, si può facilmente prevedere cosa succede: salta tutto. L’Ue ha pronte misure di rappresaglia. Nel giro di pochi giorni, ci potremmo trovare in pieno scontro commerciale transatlantico”.

Il fronte commerciale e l’accordo di Turnberry. La minaccia sui dazi potrebbe concretizzarsi rapidamente sfruttando la Sezione 232 del Trade Act del 1974. Secondo Stefanini:

  • L’accordo commerciale di Turnberry dello scorso agosto rischia di saltare perché il Parlamento europeo non lo ha ancora approvato definitivamente, a causa di miopie politiche e lungaggini istituzionali.
  • Trump usa questo ritardo come un “assist” per punire gli europei, nonostante l’accordo sia complessivamente favorevole agli Stati Uniti.
  • Un aumento dei dazi al 25% provocherebbe immediate ritorsioni da parte dell’UE, scatenando una guerra commerciale aperta.

La sicurezza e il ritiro dalla Germania. Il ritiro delle truppe è letto come una ritorsione politica, in particolare contro Berlino, accusata di non sostenere gli USA contro l’Iran.

  • Impatto militare: numericamente, il ritiro di 5.000 soldati (su oltre 35.000 totali) cambia poco gli equilibri difensivi rispetto alla Russia.
  • Impatto politico: l’annuncio “punitivo” è devastante per la credibilità della Nato. Per la prima volta in 76 anni, l’Alleanza viene messa in discussione dall’interno proprio dagli Stati Uniti, che ne sono il perno.
  • Conseguenze geopolitiche: questa mossa mette in dubbio che la difesa dell’Europa sia ancora una priorità americana. Il timore è che tale indebolimento possa incoraggiare Vladimir Putin a mettere alla prova la tenuta dell’Alleanza.

In conclusione, mentre sui dazi esiste ancora uno spazio di negoziazione, lo strappo sulla sicurezza e sulla stabilità della Nato appare molto più profondo e difficile da ricucire.

3 maggio 2026