Sul Corriere della Sera viene pubblicato l’articolo di Giuseppe Sarcina, “Prova di maturità”.L’editorialista analizza il ruolo dell’Unione europea nel contesto geopolitico attuale, in particolare riguardo al conflitto in Ucraina. L’autore sostiene che, nonostante le grandi potenzialità, l’Europa non è ancora in grado di rendersi militarmente e geostrategicamente autonoma dagli Stati Uniti.
La trattativa sull’Ucraina come “Esame di maturità”
La trattativa sulla guerra in Ucraina viene presentata come un’importante prova per l’Europa. La partecipazione congiunta dei leader di Francia, Germania, Regno Unito, Italia e Finlandia al secondo atto dei negoziati dimostra che, quando c’è la volontà politica, si può costruire una strategia comune, anche senza le riforme dei Trattati europei che sarebbero necessarie. Questa prova è complessa e rischiosa, poiché l’Europa deve confrontarsi con l’imprevedibilità di Donald Trump e il cinismo di Vladimir Putin, che cerca di tenere gli europei lontani da Washington. Tuttavia, è anche un’opportunità per dimostrare la capacità dell’Europa di difendere i propri valori e interessi.
Divisioni interne e unità d’azione
L’articolo evidenzia le profonde divisioni all’interno dell’Europa stessa riguardo alla percezione della minaccia russa. I paesi dell’ovest e del sud, come Spagna, Portogallo, Francia e Italia, tendono a pensare che Putin non attaccherà mai un membro della NATO, mentre i Paesi dell’est e del nord, come Polonia, Paesi baltici, Finlandia e Svezia, credono che la minaccia sia imminente.
La recente missione a Washington dei leader di Germania (Friedrich Merz), Francia (Emmanuel Macron), Regno Unito (Keir Starmer), Italia (Giorgia Meloni) e Finlandia (Alexander Stubb) è stata un tentativo di superare queste divergenze e presentarsi come un fronte compatto. Sebbene esistano differenze di vedute — per esempio, tra la proposta italiana di un “simil-articolo 5” per l’Ucraina e l’idea francese di una “presenza fisica” di forze europee sul territorio — i leader hanno preferito concentrarsi sull’obiettivo comune: sostenere l’Ucraina e convincere Trump a proteggerla.
Il limite dell’autonomia europea
L’articolo conclude che, nonostante gli sforzi e i progressi, la morale del dibattito è chiara: senza il sostegno militare degli Stati Uniti, l’Europa non può fare molto. Questo sottolinea la necessità per l’Europa di essere cosciente dei propri limiti attuali e di continuare a rafforzare la collaborazione, sia all’interno dell’Unione Europea che con altri Stati come il Regno Unito. Il caso della Polonia, divisa al suo interno, dimostra inoltre come le divisioni interne possano indebolire il peso di uno Stato sulla scena internazionale.
19 agosto 2025





