Mattia Feltri ha pubblicato su La Stampa un articolo in cui mette a confronto la percezione politica della sicurezza pubblica con i dati reali sulla mortalità in Italia, evidenziando quello che ritiene essere un paradosso nelle priorità del governo.
Scrive Feltri: ”A furia di occuparsi di questa emergenza, non c’è proprio tempo di occuparsi di un’altra, quella dei vaccini, anche perché nessuno o pochissimi paiono allarmarsi. L’Organizzazione mondiale della sanità segnala che in Europa, per mancata vaccinazione, il 2024 è stato l’anno record per contagi da pertosse e da morbillo. Fra i Paesi europei, soltanto la Bulgaria ha più contagi dell’Italia, mentre al Mayer di Firenze si è stimato che negli ultimi anni i casi di pertosse si sono decuplicati”.
Ecco i punti chiave dell’analisi:
1. La proliferazione dei decreti sicurezza
Feltri osserva come il governo Meloni, nei suoi primi tre anni e mezzo, abbia prodotto una quantità massiccia di norme penali, nuovi reati e aggravanti nel tentativo di arginare una presunta “emergenza criminalità”. Tuttavia, l’autore sottolinea che tale sforzo legislativo sembra non sortire effetti definitivi, nonostante il continuo inasprimento delle pene.
2. Il paradosso dei numeri
L’articolo mette a confronto i decessi causati dalla criminalità con quelli derivanti dalla mancata prevenzione sanitaria:
- Criminalità: gli omicidi in Italia sono in calo (335 nel 2024, scesi a 286 nel 2025), assestandosi su uno dei tassi più bassi d’Europa.
- Salute: di contro, malattie come il papilloma virus (3.000 morti l’anno) e la polmonite pneumococcica (8.000 morti l’anno) mietono migliaia di vittime, spesso tra i soggetti più fragili (donne e anziani non vaccinati).
3. L’emergenza invisibile dei vaccini
Mentre la politica si concentra sui reati di strada, Feltri denuncia un preoccupante calo della copertura vaccinale:
- L’OMS indica il 2024 come anno record in Europa per casi di pertosse e morbillo.
- In Italia, l’incidenza della pertosse è decuplicata, superata in termini negativi solo dalla Bulgaria.
- Nonostante la gravità di queste cifre (per ogni vittima di omicidio ce ne sono quasi trenta per polmonite), non si percepisce l’urgenza di “decreti salute” paragonabili a quelli sulla sicurezza.
Conclusione
L’autore conclude con una provocazione amara: definisce “più criminali certe politiche” rispetto alla delinquenza comune, poiché l’ossessione per una sicurezza percepita distoglie l’attenzione e le risorse da un’emergenza sanitaria reale e misurabile, che continua a mietere vittime nel silenzio delle istituzioni.
21 aprile 2026





