di Robert Louis Stevenson
«Come molti uomini della mia generazione, fui allevato secondo i precetti del proverbio che dice « l’ozio è il padre di tutti i vizi ». Poiché ero un ragazzino assai virtuoso, credevo a tutto ciò che mi dicevano e fu così che la mia coscienza prese l’abitudine di costringermi a lavorare sodo fino ad oggi. Ma sebbene la mia coscienza abbia controllato le mie azioni, le mie opinioni subirono un processo rivoluzionario.»
(Bertrand Russell, L’elogio dell’ozio, incipit)
“… cominciai a scrivere queste pagine con uno scopo ben definito: dovevo essere l’Advocatus, non, spero, del Diavolo, ma della Gioventù. Volevo sostenere, con moderazione, le opinioni dei giovani opposte a quelle degli adulti; esplorare tutto il campo in cui si fronteggiano, e infine produrre un volumetto di particolari prove a difesa che potrei intitolare, senza timore di sbagliare, vita a venticinque anni”.
Nella prefazione alla raccolta Virginibus Puerisque, di cui il seguente saggio fa parte, R. L. Stevenson sembra attenuare la provocazione contenuta nelle sue pubblicazioni di qualche anno prima. Ma An Apology for Idlers, (*) appassionata difesa di una vita libera e spontanea, contro ogni imposizione di dogmi o di comportamenti,, esprimeva le più profonde convinzioni dello scrittore.
A distanza di anni, infatti, Stevenson confermava energicamente: “viaggiare da uomini consapevoli attraverso le età della vita significa gettare il cuore aldilà dell’educazione liberale. “
* Pubblicato per la prima volta in Cornhill Magazine, luglio 1877
Di questi tempi ognuno di noi è obbligato, sotto pena di una condanna in contumacia per lesa rispettabilità, a dedicarsi a qualche professione remunerativa; e a dedicarcisi con un atteggiamento quasi simile all’entusiasmo. Una voce del partito opposto, di coloro che si accontentano del necessario e preferiscono guardarsi in giro e spassarsela, sa un po’ di provocazione e di guasconata. Eppure non dovrebbe essere così. Il cosiddetto ozio – che non è affatto il non fare nulla, ma piuttosto il fare una quantità di cose non riconosciute dai dogmatici regolamenti della classe dominante – ha lo stesso diritto dell’operosità di sostenere la propria posizione.
16 aprile 2026
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