Monica Ricci Sargentini ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo in cui scrive della mancanza negli Epstein files di alcune testimonianze che contraddirebbero delle risposte, a precise domande dei giornalisti del presidente Trump.
Scrive Ricci Sargentini: ”Nei documenti finora pubblicati sul caso Jeffrey Epstein non emergono elementi sufficienti ai: aprire un’inchiesta penale contro Donald Trump. È la conclusione del New York Times, che ha analizzato la vasta mole di atti pubblicati nell’ambito delle indagini sul finanziere pedofilo, morto suicida in carcere nel 2019.Il quotidiano segnala tuttavia che tra i materiali diffusi mancano documenti chiave relativi a una donna che, sempre nel 2019, dopo l’arresto di Epstein, accusò sia il finanziere sia Trump di averla aggredita sessualmente quando era minorenne, negli anni Ottanta”.
L’analisi del New York Times sui cosiddetti Epstein files conclude che, nei documenti finora resi pubblici, non emergono elementi sufficienti per aprire un’indagine penale contro Donald Trump. Tuttavia, il quotidiano segnala una grave lacuna: mancano tre testimonianze cruciali di una donna che nel 2019, dopo l’arresto di Jeffrey Epstein, accusò sia lui sia Trump di uno stupro avvenuto quando era minorenne negli anni Ottanta.
Secondo un indice ufficiale degli atti investigativi, l’FBI avrebbe svolto quattro interrogatori della donna, ciascuno riassunto in un memorandum. Il Dipartimento di Giustizia ne ha però pubblicato solo uno, quello relativo alle accuse contro Epstein, lasciando fuori gli altri tre. Il Times osserva che il nome di Trump compare più volte nei file, ma solo in segnalazioni non verificate o prive di valore probatorio diretto. Trump respinge ogni accusa e afferma di essere stato «completamente scagionato».
Dubbi sulla completezza dei documenti emergono anche da NPR, che rileva 53 pagine mancanti tra interrogatori e appunti su diverse testimoni. Alcuni sospettano che la procuratrice generale Pam Bondi abbia escluso il materiale più compromettente. I deputati democratici della Commissione di vigilanza della Camera hanno annunciato un’indagine per verificare se vi sia stato un occultamento deliberato.
Sul fronte finanziario, il Financial Times rivela che tra il 2013 e il 2019 Epstein avrebbe effettuato pagamenti per circa 875 mila dollari a presunte modelle e giovani donne straniere, con il via libera di Deutsche Bank, nonostante segnalazioni interne legate ai controlli antiriciclaggio. Questo riapre il tema delle responsabilità degli intermediari finanziari.
Il caso continua ad avere ricadute nel mondo accademico e imprenditoriale: Larry Summers lascerà l’insegnamento a Harvard a fine anno accademico; il Nobel Richard Axel si è dimesso da un incarico alla Columbia University per le sue frequentazioni con Epstein. Infine Bill Gates si è scusato con i dipendenti di Microsoft per la sua amicizia con Epstein, ammettendo relazioni extraconiugali ma negando qualsiasi comportamento illecito.
26 febbraio 2026
