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Esteri

Le difficoltà del tycoon in patria

Gli Stati Uniti con la presidenza Trump stanno attraversando un periodo molto buio. Con l’istituzione dell’Ice (un’eredità dell’11 settembre 2001), una specie di polizia privata con il pieno controllo della Casa Bianca. A breve si svolgeranno altre elezioni locali e si constaterà se i consensi per il tycoon sono stazionari oppure in flessione e poi c’è la spasmodica attesa della sentenza della Corte Suprema per i suoi tanti, troppi, Ordini esecutivi.

Nei giorni scorsi gli Stati Uniti sono stati al centro di un’ondata di tensioni e proteste legate all’uso della forza da parte di ICE (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia federale che si occupa di applicazione delle norme sull’immigrazione.

1. Il caso di Minneapolis: una città sotto tensione

Una delle vicende che più ha scosso l’opinione pubblica americana riguarda un agente di ICE che ha ucciso una donna di Minneapolis, Renée Good (37 anni), durante un’operazione federale di enforcement. Il fatto è avvenuto il 7 gennaio 2026 mentre la donna si trovava nella sua auto; l’agente ha sparato sostenendo di aver agito per legittima difesa, una versione contestata da testimoni e familiari e fonte di forte indignazione pubblica.

Questo evento ha generato:

proteste nelle strade di Minneapolis e oltre contro le tattiche aggressive dell’ICE, con arresti e scontri tra manifestanti e forze dell’ordine locali;    

una crescente mobilitazione civica, tra cui scioperi, blackout economici e cortei, per chiedere riforme e una valutazione indipendente dei comportamenti dell’agenzia;

processi legali e conflitti istituzionali: autorità locali, compresi il governatore e il sindaco, sono stati interrogati tramite citazioni da parte di un grand jury nell’ambito di un’inchiesta federale sulla presunta “ostruzione” delle operazioni federali;  

e un giudice federale ha imposto limiti all’uso di forza contro manifestanti pacifici, segno che la magistratura tenta di bilanciare ordine pubblico e diritti civili.

2. Una presenza federale massiccia e criticata

L’operazione in corso, nota come Operation Metro Surge, è descritta dalle autorità come il più grande impegno di enforcement migratorio negli USA, con migliaia di agenti federali dispiegati soprattutto nella zona di Minneapolis‑Saint Paul.

Molti residenti e leader locali denunciano tattiche violente, arresti di massa e decine di migliaia di detenzioni;   

si sono verificate altre sparatorie nei giorni successivi, inclusa quella di un uomo colpito alla gamba da un agente;    

episodi di arresti aggressivi e perquisizioni — come quella di un uomo costretto fuori di casa seminudo nel gelo — hanno ulteriormente infiammato il dibattito.

le controversie giudiziarie e politiche sugli ordini esecutivi, sulla gestione dei poteri federali e sulle competenze degli organi locali proseguono parallele alle contestazioni pubbliche.

Questo clima contribuisce alla percezione, condivisa da molti commentatori, che la politica interna statunitense sia attraversata da tensioni profonde, con immigrazione, ordine pubblico, uso della forza e diritti civili tra i temi più divisivi.

In sintesi

La crisi attuale attorno all’ICE e alle operazioni in Minnesota non è un episodio isolato, ma riflette:

un uso più aggressivo di strumenti federali di enforcement; 

reazioni popolari profonde e diffuse, anche in città tradizionalmente democratiche; 

tensioni istituzionali tra autorità locali e gove…

Le critiche includono accuse di profilazione razziale, uso eccessivo della forza e rottura della fiducia tra comunità e forze dell’ordine.

3. Divario politico sull’ICE e Trump

I sondaggi indicano che la questione dell’ICE e i metodi adottati non trovano un consenso unanime:

una parte significativa degli americani considera ingiustificato o eccessivo l’uso di forza da parte di ICE, con opinioni che variano molto a seconda dell’orientamento politico e della visione sull’immigrazione;    

in generale, mentre molti elettori repubblicani tendono a sostenere misure dure sull’immigrazione, gli elettori moderati e indipendenti mostrano preoccupazione per l’approccio adottato e per la militarizzazione delle politiche interne.

4. Collocazione nel contesto politico più ampio

Questo episodio si inserisce in una fase in cui:

– l’amministrazione Trump sta intensificando l’applicazione delle norme sull’immigrazione, incluse operazioni su larga scala in stati non di confine;    

– le tensioni tra governo federale e autorità locali (città “santuario” come Minneapolis) sono elevate.

21 gennaio 2026