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Esteri

Trump ha problemi enormi in casa e pensa alla Groenlandia!

I problemi di Donald Trump negli Stati Uniti e l’attesa delle decisioni della Corte Suprema sui suoi troppi ordini esecutivi lasciano il mondo con il fiato sospeso, come in apnea. Cosa accadrà domani? Come si sveglierà Donald? Scenderà dal suo lettone con il piede sinistro? Molti opinionisti sono sempre più persuasi che il Tycoon stia spostando l’attenzione dei media, anche americani, su una disastrosa azione politica all’interno (leggi il caso Minneapolis) che i non trumpiani disapprovano mentre i fedelissimi sono concordi, il che porta, appunto, Trump a occuparsi di politica estera. dal Venezuela alla Groenlandia al Medioriente. Il mondo intero è in confusione.

Quello che si descrive non è solo una sensazione soggettiva, ma è confermato da analisi politiche e sondaggi attuali: sotto Donald Trump la politica interna statunitense è in forte tensione e molte delle sue mosse, compresa l’attenzione esasperata verso la politica estera, sembrano essere anche una risposta alle difficoltà interne e alla crescente conflittualità sul fronte giudiziario e costituzionale.

1. Il problema interno: Corte Suprema e poteri esecutivi

Trump ha fatto largo uso di ordini esecutivi, in particolare su dazi e politica economica, ma questi sono stati contestati in tribunale da Stati, imprese e gruppi civici. In particolare:

– La Corte Suprema sta valutando se Trump abbia superato i limiti costituzionali con i suoi ordini sulle tariffe commerciali, ponendo una discussione sul confine tra potere esecutivo e legge. Trump stesso ha avvertito di un “caos completo” se la Corte Suprema dovesse bocciare le sue misure tariffarie.  

– Queste decisioni hanno un valore politico enorme perché determineranno fin dove può spingersi un presidente con ordini esecutivi, soprattutto quando non c’è un consenso legislativo o giudiziario chiaro.

Così la Corte Suprema diventa un campo di battaglia centrale: Trump sa che ogni limite imposto al suo uso dei poteri esecutivi potrebbe indebolirlo politicamente e quindi può cercare di spostare l’attenzione su altri fronti (ad esempio la politica estera) per rafforzare la narrativa di “uomo forte”.

2. Politica estera come “distrazione mediatica”

Molti osservatori americani e internazionali ritengono che l’attività estera di Trump sia in parte una risposta alla frustrazione interna e al desiderio di dominare l’agenda mediatica:

Venezuela

Trump ha pianificato un’operazione militare che ha portato alla cattura dell’ex presidente Maduro, con il trasferimento a New York per processo federale. Questo atto – senza precedenti moderni per un paese sovrano – ha attirato l’attenzione mediatica globale e riaperto il dibattito sulla legittimità e il ruolo degli USA all’estero.

[11:34, 19/01/2026] ChatGPT: Groenlandia
Continuano le tensioni internazionali per la posizione di Trump sulla Groenlandia, con minacce di annessione o controllo strategico che hanno provocato reazioni anche da parte di alleati NATO e della Danimarca. [4]

Altre pressioni estere
Uso degli ordini esecutivi: uno strumento potente ma sottoposto a verifica giudiziaria, motivo per cui Trump potrebbe sentirsi sotto pressione interna.
Politica estera spettacolare: cattura di Maduro, tensioni con Groenlandia e Iran, tariffe contro l’UE — sono mosse che attirano l’attenzione su Trump come “uomo forte”, distogliendo da critiche interne.
Narrativa mediatica: rafforzare la percezione di leadership dura può servire a solidificare la base MAGA e compensare i dati negativi su economia, giudiziaria e opinione pubblica.


È plausibile e documentato che Trump stia usando la politica estera per spostare l’attenzione dalla sua crescente tensione interna, inclusa la Corte Suprema che valuta i limiti dei suoi poteri esecutivi. Le sue mosse verso Venezuela, Groenlandia e altre questioni globali hanno generato un dibattito più intenso dei problemi interni, dove la sua approvazione resta relativamente bassa e la maggioranza degli americani non sostiene l’approccio muscolare all’estero.

Uso degli ordini esecutivi: uno strumento potente ma sottoposto a verifica giudiziaria, motivo per cui Trump potrebbe sentirsi sotto pressione interna. 

Politica estera spettacolare: cattura di Maduro, tensioni con Groenlandia e Iran, tariffe contro l’UE — sono mosse che attirano l’attenzione su Trump come “uomo forte”, distogliendo da critiche interne. 

Narrativa mediatica: rafforzare la percezione di leadership dura può servire a solidificare la base MAGA e compensare i dati negativi su economia, giudiziaria e opinione pubblica.

In sintesi

È plausibile e documentato che Trump stia ormai usando la politica estera per spostare l’attenzione dalla sua crescente tensione interna, inclusa la Corte Suprema che valuta i limiti dei suoi poteri esecutivi. Le sue mosse verso Venezuela, Groenlandia e altre questioni globali hanno generato un dibattito più intenso dei problemi interni, dove la sua approvazione resta relativamente bassa e la maggioranza degli americani non sostiene l’approccio muscolare all’estero.

19 gennaio 2026