Dopo il ritorno alla Casa Bianca nel gennaio 2025, Donald Trump ha cercato di consolidare la propria posizione promettendo di sistemare l’economia e di riportare i prezzi sotto controllo. Nei mesi successivi, tuttavia, la percezione pubblica è assai cambiata.
L’inflazione resta elevata, la crescita dell’occupazione si è indebolita e il presidente si è reso protagonista di dichiarazioni controverse che hanno suscitato indignazione bipartisan. All’interno del Partito repubblicano aumentano le crepe e anche i sostenitori del mondo MAGA manifestano stanchezza.
Usa, il gradimento di Trump nei sondaggi
Numerosi istituti hanno rilevato un declino costante dell’indice di gradimento di Trump e della fiducia nella sua gestione economica. Il calo di consensi è evidente sia a livello generale sia all’interno del Partito repubblicano.
Un sondaggio Reuters/Ipsos certifica che l’approvazione è scesa al 39%, quasi dieci punti in meno rispetto all’inizio dell’anno. La stessa rilevazione mostra che tra i repubblicani, pur mantenendosi alta (85%), l’approvazione sull’economia è scesa dal 78% al 72%.
L’Independent riporta una riduzione di otto punti nel sostegno della base MAGA rispetto ad aprile, e la percentuale di repubblicani che si identificano come MAGA è scesa al 50%. Gli elettori “mainstream” repubblicani che approvano Trump sono passati dal 38% al 35%.
A determinare il calo non è solo la base avversaria; anche indipendenti e moderati si stanno allontanando. Reuters sottolinea che l’approvazione sulla gestione economica (33%) è ai minimi, con un misero 27% di approvazione per la capacità di contrastare il costo della vita. Harvard Harris rileva che il 55% degli intervistati ritiene che le politiche di Trump aumentino l’inflazione. L’AP-NORC poll conferma che solo il 31% approva la sua guida economica, mentre l’Economist/YouGov registra un saldo negativo di 16 punti. La sensazione è che le giravolte del presidente, oggi afferma una cosa, il giorno seguente si smentisce, abbiano lasciato un segno nel su elettorato che difficilmente potrà essere ribaltato. Occhio alle prossime elezioni con prospettive per il partito democratico di ottenere capovolgimenti sostanziali in Alaska, Arizona, New Hampshire e Wisconsin, in specie dopo la vittoria del socialista Zohran Mamdani a New York e l’elezione di due governatrici disinistra in New Jersey e Virginia, la capitolazione della destra a Miami ha assunto un valore simbolico ancora più elevato, perché arriva da una roccaforte trumpiana che il presidente considera a tutti gli effetti “casa”.
1 gennaio 2026
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