Guido Santevecchi ha pubblicato sulle pagine del Corriere della Sera un articolo sulla condanna da parte dei cinesi di Xi Jinping di Jimmy Lai.
La fine della democrazia a Hong Kong non è arrivata in un giorno, né con un singolo atto clamoroso. È stata un processo graduale, fatto di leggi, processi, scioglimenti silenziosi e scelte forzate. La condanna di Jimmy Lai e lo scioglimento del Partito Democratico, avvenuti a poche ore di distanza, non fanno che certificare un esito ormai chiaro: Pechino ha vinto la sua lunga battaglia per riportare Hong Kong sotto un controllo politico pieno, cancellando ciò che restava dell’autonomia e del pluralismo promessi nel 1997.
Dopo un processo durato più di due anni, Jimmy Lai, uomo d’affari e fondatore del giornale pro-democrazia Apple Daily, è stato giudicato colpevole di collusione con forze estere, e sedizione – crimini che possono comportare fino all’ergastolo. Il verdetto viene un giorno dopo l’annuncio da parte del Partito democratico di Hong Kong di essere costretto a sciogliersi. Non è un caso
La condanna e le accuse. Jimmy Lai, 78 anni, fondatore del quotidiano democratico Apple Daily, è stato dichiarato colpevole dal tribunale di Hong Kong per cospirazione, collusione con potenze straniere e pubblicazione di materiale sedizioso. Sebbene la sentenza utilizzi formule giuridiche ereditate dal sistema britannico, l’autore sottolinea come il processo sia stato nei fatti una “resa dei conti politica” orchestrata da Pechino contro il simbolo del dissenso cittadino.
Il contesto del processo. Il dibattimento si è svolto in un clima di forte restrizione:
- I tre giudici sono stati selezionati direttamente dal governo.
- A Lai è stato negato il diritto di essere difeso da un avvocato britannico esperto di diritti civili.
- L’imprenditore, visibilmente smagrito, ha ricevuto il sostegno pubblico solo dalla moglie e dal cardinale Joseph Zen.
Le condizioni di detenzione e i rischi. Lai è in cella già da cinque anni (circa 1.800 giorni), trascorsi in gran parte in isolamento solitario. La pena definitiva sarà annunciata a gennaio e, in base alla Legge sulla Sicurezza Nazionale del 2020, rischia l’ergastolo. Date le sue precarie condizioni di salute (soffre di diabete e ipertensione) e l’età avanzata, qualunque condanna severa potrebbe equivalere a un fine pena mai.
Il ruolo di Apple Daily e le prove di “colpevolezza”L’accusa ha presentato come prove i contatti di Lai con esponenti politici americani (tra cui l’incontro con l’ex vicepresidente Mike Pence nel 2019) per chiedere sostegno alla causa democratica di Hong Kong. L’articolo ricorda infine la chiusura forzata dell’Apple Daily nel 2021, soffocato dal governo dopo che l’ultima edizione era andata a ruba, a testimonianza del legame profondo tra il giornale e la cittadinanza che chiedeva libertà.
16 dicembre 2025





