Fabrizio Goria ha pubblicato su La Stampa un articolo in cui scrive del richiamo degli economisti dell’Ocse, che sede a Parigi su conti e divario di genere.
Aferma Goria che ”in oltre metà dei 38 Paesi membri l’età di uscita dal lavoro salirà e si collocherà tra i 62 anni della Colombia, del Lussemburgo e della Slovenia e i 70 anni o più di Italia, Danimarca, Estonia, Olanda e Svezia. Il rapporto certifica un cambiamento strutturale: la media Ocse, oggi pari a 63,9 anni per le donne e 64,7 per gli uomini, passerà a 65,9 e 66,4 anni per chi ha iniziato a lavorare nel 2024. Una tendenza che, nelle intenzioni dell’organizzazione, punta a bilanciare l’impatto dell’invecchiamento demografico su conti pubblici e mercato del lavoro”.
L’articolo analizza il nuovo rapporto “Panorama delle pensioni” dell’OCSE, che evidenzia l’aumento strutturale dell’età pensionabile in molti Paesi membri per bilanciare l’invecchiamento demografico e garantire la sostenibilità dei conti pubblici.
Prospettive globali e l’età pensionabile
- Aumento dell’età: l’OCSE prevede che l’età di uscita dal lavoro salirà in oltre metà dei 38 Paesi membri. Per coloro che hanno iniziato a lavorare nel 2024, la media OCSE si sposterà a 65,9 anni per le donne e 66,4 anni per gli uomini.
- Soglia 70 anni: l’Italia, insieme a Danimarca, Estonia, Olanda e Svezia, è tra i Paesi in cui l’età pensionabile è destinata a raggiungere o superare i 70 anni.
- Rischio demografico: secondo il segretario generale OCSE, Mathias Cormann, l’invecchiamento porterà a una profonda riduzione della popolazione in età lavorativa (meno 13% nell’area OCSE entro il 2060) e a una conseguente perdita del 14% del PIL pro capite.
Il quadro complesso dell’Italia
- Peso della spesa: in Italia, la spesa previdenziale è già molto alta, pari al 16% del PIL.
- Crollo demografico: la popolazione attiva (20-64 anni) è prevista in calo di oltre il 35% nei prossimi quarant’anni, un fattore che minaccia la crescita e la sostenibilità del welfare.
- Lavoratori senior: l’OCSE lancia un forte richiamo all’Italia a causa del basso tasso di occupazione dei 60-64enni, che, pur essendo raddoppiato dal 2012, è fermo al 47% (dieci punti sotto la media OCSE).
La questione del divario di genere
- Disparità di pensione: il rapporto evidenzia un marcato divario di genere nelle pensioni in Italia, pari al 29% nel 2024, superiore alla media OCSE del 23%.
- Cause e soluzioni: il divario riflette disparità salariali strutturali (le donne guadagnano 77 centesimi per ogni euro percepito dagli uomini) e carriere meno solide. L’OCSE suggerisce di allineare i requisiti di accesso alle pensioni anticipate e, in generale, di favorire più occupazione, più ore lavorate e retribuzioni più equee per le donne.
In conclusione, l’OCSE sollecita l’Italia ad agire innalzando l’età effettiva di pensionamento e ampliando le opportunità di impiego per i lavoratori senior, oltre a intervenire sulle disparità di genere per rafforzare la base contributiva e sostenere la crescita economica.
29 novembre 2025





