Aldo Grasso ha pubblicato, sul Corriere della Sera, un articolo sul caudillo Francisco Franco, il dittatore spagnolo morto nel 1975. È partita una discussione in Spagna in occasione di questo anniversario per riflettere sul pericolo della seduzione autoritaria nella società contemporanea.
Sostiene Grasso che noi: ”viviamo tempi in cui l’ignoranza è diventata un punto di vista, come se i social media si fossero incaricati di ripulire un passato violento e repressivo del suo contesto storico, cauterizzando le ferite etiche. Ma la lacerazione più grave è quella del presente: raccoglie molti «like» ogni autocrate che usa messaggi immediati, sfrutta video e slogan identitari, crea divisioni, alza i toni per evitare problemi concreti”.
Il rimpianto per l’autoritarismo e la “memoria corta”
- L’anniversario della morte di Franco (20 novembre 1975) ha riaperto in Spagna un dibattito sulla dittatura.
- Recenti sondaggi mostrano che la storia ha la memoria corta: il 21,3% degli spagnoli valuta gli anni della dittatura franchista come “buoni” o “molto buoni”.
- Il dato più sorprendente e allarmante riguarda i giovani tra i 18 e i 30 anni: al 25% di loro “non dispiacerebbe vivere sotto un regime autoritario”, sollevando l’interrogativo se siano consapevoli di cosa ciò significhi.
Ignoranza, social media e la seduzione della prepotenza
- Grasso sottolinea come viviamo in un’epoca in cui l’ignoranza è elevata a “punto di vista”.
- I social media vengono visti come strumenti che “ripuliscono” il passato violento e repressivo dal suo contesto storico, “cauterizzando le ferite etiche”.
- La lacerazione più grave è nel presente: gli autocrati e i leader populisti ottengono molti “like” perché utilizzano messaggi immediati, video, slogan identitari, creano divisioni e alzano i toni, evitando di affrontare problemi concreti.
- La “seduzione della prepotenza” e del messaggio immediato sembra superare la “forza della libertà” e della riflessione (l’autore cita come esempio l’indifferenza di fronte al piano “scellerato” di Trump per la guerra in Ucraina).
Il nuovo suddito ideale
L’articolo si conclude tracciando il profilo del nuovo suddito ideale, che sarà l’individuo:
- Che non distingue più il vero dal falso.
- Che non conosce più la differenza tra responsabilità e incoscienza.
È un individuo facilmente manipolabile e incline ad accettare l’autoritarismo.
23 novembre 2025





