Monica Maggioni ha pubblicato un articolo su La Stampa in cui discetta sull’eredità oscura e l’impatto continuo degli “Epstein Files”, i documenti e i video segreti riguardanti il miliardario pedofilo Jeffrey Epstein, morto suicida in circostanze misteriose in carcere sei anni fa.
Dice Maggioni: “Il Lolita Express non atterra più da anni tra le onde dei Caraibi. Little Saint James non è più la residenza di Jeffrey Epstein, il miliardario pedofilo, amico dei potenti di mezzo mondo, che se ne è andato, misteriosamente suicida, nell’agosto di sei anni fa. Con l’aria beffarda, le labbra piegate in una smorfia di sfida perenne, lo ripeteva a chiunque osasse interrogarlo, che le sua residenza era li, in un’isola privata, ma lui viveva anche a Palm Beach, a Parigi, a New York… arroganza infinita come raccontano bene quelle due iniziali, JE, in ottone e null’altro posate sull’ingresso di una delle più prestigiose abitazioni di Manhattan”.
Il mondo di Epstein: lusso e perversione
- Il contesto: Epstein viveva tra residenze lussuose come l’isola privata Little Saint James (dove atterrava il suo aereo, il “Lolita Express”) e prestigiose abitazioni a New York, Palm Beach e Parigi.
- Il metodo: sfruttava la sua infinita ricchezza e la sua sociopatia per adescare e abusare di decine di ragazze minorenni e fragili, spesso offrendole anche ai suoi amici potenti. L’articolo sottolinea l’arroganza e il senso di impunità di Epstein, che si sentiva “sopra la legge, la giustizia e la decenza” grazie ai suoi agganci.
Gli sviluppi post-morte e il caso Trump
- I files: dopo il presunto suicidio, il vasto archivio di orrori è stato custodito dall’FBI come “Epstein Files”. Sebbene una delle vittime, Virginia Giuffre, sia morta suicida e la complice Ghislaine Maxwell sia stata trasferita in un carcere più mite, la storia non si è chiusa.
- La nuova rivelazione: la recente pubblicazione di alcune mail del 2011 ha riaperto l’incubo. Nelle mail, Epstein afferma di essere “quello che può farlo cadere” riferendosi a Donald Trump, all’epoca suo vicino di casa a Palm Beach. Si ipotizza che frasi simili siano state rivolte anche ai russi.
- La reazione di Trump: l’articolo evidenzia la marcia indietro di Trump: dopo aver promesso in campagna elettorale di rendere pubblico l’archivio completo, non lo ha fatto. Oggi nega di aver parlato con Epstein per decenni e sta usando la vicenda per attaccare i democratici, pur sapendo che i dossier coinvolgono anche membri del suo stesso partito e figure internazionali (come il Principe Andrea).
Il silenzio colpevole della ocsietà
L’autrice esprime un profondo disagio e disgusto per la società americana che ha atteso il movimento Me Too per processare una storia che era ben nota a tutti nei circoli di Palm Beach. Molte persone – personale di servizio, ospiti, piloti – erano a conoscenza degli abusi ma hanno taciuto.
L’articolo conclude che il vero timore di Trump non è chiaro (se un coinvolgimento diretto o il crescente malcontento della sua base MAGA, che guarda con disgusto alla “società corrotta e perversa del grande capitale” e dei ricchi che abusano dei più fragili) ma la vicenda è destinata a riemergere ciclicamente, raccontando un’America fatta di debolezze e potenti senza limiti.
16 novembre 2025





