Vista la disunione dei 27 che agiscono in ordine sparso, sembra proprio che delle prospettive future dell’Europa i diversi leader non se ne curino troppo. Purtroppo questa è una riflessione molto realistica e tocca il cuore del problema sollevato dal prof. Fabbrini ne suo editoriale pubblicato a lato. Il risultato, non propriamente brillante “nazionalismo di Trump” agisce proprio su questa debolezza: la difficoltà cronica dei 27 Stati membri di trovare una voce unica.
Se consideriamo l’analisi dell’editoriale, l’impossibilità (o l’estrema difficoltà) di un accordo tra i 27 Paesi produce tre conseguenze dirette:
1. Il ritorno ai rapporti bilaterali
Trump preferisce trattare con i singoli Stati piuttosto che con il blocco UE. Per un Paese piccolo o medio, negoziare da solo con gli Stati Uniti significa avere un potere contrattuale quasi nullo. Fabbrini suggerisce che la strategia americana sia proprio quella di “dividere per dominare”, offrendo accordi di favore ai singoli leader (i “partiti patriottici”) in cambio dello smantellamento delle regole comuni europee.
2. La paralisi della difesa comune
Se i 27 non riescono ad accordarsi, l’Europa rimane totalmente dipendente dalla protezione americana. Ma se la nuova dottrina Trump non garantisce più la NATO come “alleanza permanente”, l’Europa si ritrova in un limbo pericoloso: non ha una difesa propria e non ha più la certezza di quella americana.
3. La frammentazione economica
L’UE è un gigante economico grazie al Mercato Unico. Se gli Stati iniziano a muoversi in ordine sparso (ad esempio sulle tariffe commerciali o sulla regolamentazione dei colossi tech), il potere di regolazione dell’Europa svanisce. Questo è esattamente il “soffocamento regolatorio” che Trump vorrebbe eliminare per favorire le proprie aziende.
Il paradosso di Fabbrini
L’autore sostiene che proprio perché l’accordo tra i 27 è difficile, l’Europa è davanti a un bivio esistenziale:
- O si integra ulteriormente (cedendo sovranità per sopravvivere come blocco).
- O torna a essere un insieme di “nazioni sovrane allineate” (ma di fatto sottomesse agli interessi delle superpotenze come USA e Russia).
- 16 dicembre 2025





