Salvatore Morelli ha pubblicato su Il Fatto Quotidiano un articolo nel quale sostiene che, data la crescente importanza delle eredità nell’economia italiana, la loro attuale tassazione, tra le più basse dell’OCSE, è iniqua e andrebbe riformata per ragioni di equità e utilità economica.
Il peso ereditario in Italia
- Valore crescente: il valore dei lasciti ereditari in Italia è raddoppiato dagli anni ’90, raggiungendo circa 250 miliardi di euro annui (circa il 15% del reddito nazionale nel 2021).
- Media ricevuta: ogni anno, circa un milione di persone riceve in media 200.000 euro, quasi dieci volte il reddito medio annuo di un lavoratore dipendente.
- Tassazione depotenziata: dalla metà degli anni ’90, l’imposta di successione è stata sistematicamente depotenziata e persino abolita tra il 2001 e il 2006.
L’Italia e il confronto internazionale
L’Italia è considerata un ”paradiso delle eredità” a causa della sua tassazione estremamente bassa:
| Parametro | Italia (Linea Diretta) | Media OCSE | Altri Paesi (es. Francia, UK, USA) |
| Aliquota effettiva media | < 0,5% del valore dei lasciti | Circa l’1,5% (media globale) | — |
| Aliquota massima legale | 4% | 15% | 30% – 55% |
| Soglia di esenzione | ≥1 milione di euro | Variabile | ≈100.000−350.000 euro (Francia, UK) |
L’attuale aliquota media di prelievo italiana è circa un terzo della media globale.
Iniquità ed efficienza economica
L’articolo evidenzia due principali problemi dell’attuale sistema:
- Concentrazione della ricchezza: le eredità sono estremamente concentrate. L’1% degli eredi più ricchi controlla circa il 25% di tutti i trasferimenti. Inoltre, chi eredita è spesso già benestante (circa sei su dieci tra i miliardari italiani sono ereditieri).
- Dinamica del risparmio: le grandi eredità accentuano le disuguaglianze perché chi è già ricco tende a risparmiare/investire l’eredità, mentre chi ha meno risorse è costretto a consumarla, aumentando la distanza sociale.
- Perdita di progressività: l’attuale sistema è paradossale e iniquo: a causa delle esenzioni e aliquote fisse per parentela, le grandi eredità (es. oltre 10 milioni di euro) sono tassate con un’aliquota effettiva che è scesa all’1%, mentre piccole eredità diffuse (es. da un fratello o una zia, con soglie molto più basse) rischiano di pagare un’aliquota proporzionalmente più alta.
Proposte di riforma
L’obiettivo di una riforma è rafforzare la progressività, esentando la classe media e tassando maggiormente le grandi successioni per ridurre le disuguaglianze e aumentare le opportunità.
- Obiettivo della tassazione: spostare il focus sui trasferimenti cumulati ricevuti in vita (come in Irlanda), per garantire pari opportunità indipendentemente da quanti lasciti si ricevano.
- Allargamento della base imponibile: eliminare le troppe esenzioni e buchi che alimentano l’evasione.
- Aumento progressivo: aumentare le aliquote e definire una ragionevole soglia di esenzione che non penalizzi l’aiuto tra genitori e figli.
Il Forum Disuguaglianze e Diversità ha avanzato una proposta specifica:
- Sotto i 500.000 euro: nessuna tassazione.
- Tra 500.000 e 1 milione: aliquota del 5%.
- Tra 1 e 5 milioni: aliquota del 20%.
- Oltre i 5 milioni: aliquota del 50%.
Una riforma del genere, che non colpirebbe le famiglie comuni, potrebbe liberare 5 miliardi di euro da destinare a misure di riequilibrio, come un’eredità universale per i giovani, svincolando il loro destino da quello dei genitori.
27 ottobre 2025





