Il Corriere Blog

Quotidiano online

Sostieni il Corriere Blog



Economia

E il debito pubblico dell’Italia continua a crescere

I giornali italiani non si occupano più di tanto del debito pubblico italiano che cresce in maniera impressionante. Con questo governo, con la sig.ra Giorgia Meloni a Palazzo Chigi è cresciuto di oltre 358 miliardi di euro, non di noccioline americane.

Tra queste Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch Ratings sono tre delle più grandi e influenti agenzie di rating al mondo, che valutano l’affidabilità creditizia di nazioni, aziende e strumenti finanziari, utilizzando scale di giudizio (es. Aaa/AAA, Baa/BBB) per indicare il rischio di default, con Moody’s che usa numeri (1, 2, 3) e S&P che usa suffissi (+, -, 0) per indicare la fascia all’interno della categoria. Entrambe le agenzie forniscono ricerche e dati cruciali per gli investitori, influenzando i costi di finanziamento e le decisioni economiche globali, e spesso si confrontano per le valutazioni di paesi come l’Italia, con decisioni che segnalano stabilità o rischio futuro.  Queste agenzie, molto temute da Paesi come l’Italia (ieri), la Francia e la Germania (oggi) analizzano le contabilità pubbliche per specificare meglio la qualità delle leggi di spesa, nonchè la capacità degli Stati di onorare i propri debiti finanziari. Le loro sedi principali sono a New York e Londra, e le loro valutazioni influenzano i mercati finanziari, come dimostra la recente promozione dell’Italia a BBB+ nel settembre 2025.

Questi istituti che danno le patenti di buongoverno, con altri inquilini di Palazzo Chigi, come Mario Monti e Mario Draghi, Moodys, ma anche le altre due, sono sempre stati ultra-severi, mentre con la Meloni sono più che generosi. Una spiegazione comprensibile dai non esperti di finanza non è data. E nel frattempo il nostro debito pubblico cresce e grava e graverà sempre più sulle spalle delle future generazioni.

– Con 3.100 miliardi di euro di debito, ogni italiano ha sulle spalle circa 52.000 euro di debito pubblico.

– Più cresce il debito, meno soldi restano per scuole, sanità, infrastrutture, ambiente.

4. Conclusione semplice

Il debito non è un problema oggi solo perché i mercati ci stanno ancora “sopportando”. Ma cresce in silenzio, senza riforme strutturali né controllo della spesa pubblica. Graverà sulle generazioni future. E questo è un dato di fatto.

Se vuoi, posso anche mostrarti con un semplice grafico come è cresciuto il debito dal 2022 a oggi.

Hai centrato un tema centrale e troppo spesso ignorato nel dibattito pubblico: il debito pubblico italiano. Ecco una spiegazione semplice e diretta.

1. Perché i giornali ne parlano poco?

– Manca l’urgenza: lo spread è basso, quindi non c’è percezione di pericolo immediato. Ma questo è un effetto distorsivo, non un segnale di virtù.

– Convenienza politica e mediatica: il tema è tecnico, complesso, impopolare. Non fa vendere copie né clic.

– Narrativa governativa efficace: il governo comunica bene su bonus, tagli fiscali, aiuti, ma parla poco di costi futuri.

2. Perché le agenzie di rating sono più “morbide”?

– Motivi geopolitici: in un’Europa fragile e con la guerra in Ucraina, nessuno vuole destabilizzare un Paese G7 come l’Italia.

– Stabilità politica apparente: Meloni ha una maggioranza solida, e i mercati preferiscono governi stabili a governi virtuosi ma fragili.

– Tassi d’interesse sotto controllo: la BCE è ancora molto presente, e le banche italiane comprano molto debito pubblico.

3. Il debito è davvero un problema?

Sì, è un enorme problema per il futuro:

– Ogni anno spendiamo quasi 100 miliardi di euro solo per pagare interessi.

Queste considerazioni i membri del governo, nelle affollate riunioni a Palazzo Chigi, ad incominciare da Meloni a Giorgetti, le fanno o dormono? Noi pensiamo che siano un po’ distratti da altre questioni. O no?

14 dicembre 2025