Aldo Cazzullo ha pubblicato sul Corriere della Sera un articolo sul dittatore spagnolo Francisco Franco.
Franco è morto il 20 novembre 1975) e Cazzullo sostiene che il fantasma del dittatore spagnolo è ancora vivo e influente nella politica e nella società spagnola.
I giorni della morte e la transizione:
- Franco morì mormorando ”¡Que duro es morir!” (quanto è duro morire), tenuto in vita artificialmente per permettere al suo ”bunker” (i fedelissimi) di preparare la transizione e coprire le tracce di saccheggio.
- Il suo testamento politico, letto in TV, ammoniva contro i ”nemici della Spagna e della civiltà cristiana”.
- Cinquecentomila persone sfilarono davanti alla bara, mentre a Barcellona si festeggiava.
- La Spagna passò rapidamente alla democrazia e divenne ricca, ma la destra spagnola affonda ancora le radici nel franchismo.
Il fantasma di Franco e la memoria storica:
- Il dibattito su Franco e la Guerra Civile è tornato prepotentemente vivo. Lo scrittore Javier Cercas lo dimostrò con il successo del suo romanzo Soldati di Salamina (25 anni fa), che al tempo si pensava non interessasse più.
- Cercas descrive il regime franchista come un’occupazione militare del Paese, con l’identificazione di nemici come massoni, ebrei, nazionalisti e comunisti.
- Franco rimase crudele fino alla fine, con le ultime esecuzioni di anarchici e membri dell’ETA e del FRAP (come Salvador Puig i Antich, garrotato nel 1974) e rifiutando la grazia implorata da Papa Paolo VI.
- Prima di morire, Franco denunciò una ”cospirazione massonica di sinistra” ignorando che il dopodittatura avrebbe portato alla movida e non alla rivoluzione.
Natura del regime e influenza attuale:
- Cazzullo analizza la natura del regime: Franco non era un fascista ”tecnico”, ma un nazionalista spagnolo temprato dalla guerra coloniale in Africa, noto per la sua crudeltà e la ”baraka” (fortuna).
- La sua guerra fu anche ideologica: convinzione che non bastasse sconfiggere il nemico, ma andava eliminato, alleanza con la Chiesa e recupero dei simboli della ”Spagna eterna”.
- Dopo la sconfitta degli alleati (Nazisti e Fascisti), il regime si fece meno ideologico e più tecnocratico, ma continuò con pratiche atroci, come strappare i figli ai ”sovversivi”.
- Oggi Franco è citato quotidianamente in Parlamento (Cortes): la sinistra accusa la destra di franchismo, la destra accusa la sinistra di strumentalizzare Franco.
- Questa divisione si riflette nelle famiglie, lungo le stesse ”faglie” del 1936.
- La destra attuale, incluso il Partito Popolare (Pp) e Vox (partito anti-antifranchista), ha legami storici e culturali con il franchismo (l’attuale leader del Pp e il fondatore del partito, Manuel Fraga Iribarne, provenivano dalla stessa regione di Franco, la Galizia).
- Nonostante la rimozione della statua equestre e la traslazione della salma dal Valle de los Caídos a un cimitero comune (voluta da Pedro Sánchez), l’autore conclude che ”le guerre civili non finiscono mai; e non è poi così certo che Franco sia morto davvero.” 27 ottobre 2025




